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mercoledì 2 marzo 2011

Due sogni

Sogni strani ma interessanti stanotte.

Nel primo sogno ero in grado di cambiare/rivivere il passato. Inizialmente mi limito a cambiare il giorno stesso o quello precedente per avere una giornata migliore; poi vado più indietro nel tempo e cerco di salvare alcuni parenti che avevano gravi malattie. Infine c'è un salto temporale: sono tornato al “presente” ma non sono più me stesso. Sono diventato un tizio grande e grosso, ex-campione di tre o quattro sport diversi molto sicuro di me e, ovviamente, molto famoso. Ad esempio mentre sono intervistato in uno stadio vedo un gruppo di ragazzi che si allenano correndo: subito dico al giornalista che fremo dalla voglia di andare a correre con loro per dimostrargli che sono ancora il più forte. Capisco che, evidentemente, sono riuscito a ritornare indietro fino alla alla più tenera età, forse perfino allo stadio embrionale, e mi sono ricreato una vita completamente diversa. Mi sveglio.

Il secondo sogno era dell'orrore, cioè non un incubo ma un sogno che faceva paura (*1). Era pieno di zombie: non quelli lenti e stupidi dello sciagurato Orrore che cammina ma degli zombie velocissimi e che, soprattutto, in circa dieci secondi trasformavano le persone morse in altri zombie. Ero in una cittadina e fuggivo con un gruppeto di altre persone. Non era facile perché tutte le difese venivano subito sopraffatte. Arrivo in una piccola palestra: al piano terra ci sono delle grandi vetrate così andiamo direttamente al piano superiore (già uno zombie aveva fatto capolino al vetro e ci aveva guardato come se fossimo dei bocconcini...). Al primo piano ci sono delle vecchiette che fanno yoga: non le stiamo nemmeno ad avvisare del pericolo. Sarebbe stato inutile: troppo lente per salvarsi e comunque destinate a morire alla svelta, quasi senza accorgersene. Arriviamo al secondo piano tramite una scala particolarmente ripida che blocchiamo alla meno peggio. Sfortunatamente non ci sono altre uscite ma solo delle finestre. Elaboro un piano complicatissimo per scappare che prevede di distrarre gli zombie con un trucco e lo stare appesi al cornicione per scappare al momento più opportuno. Mi sveglio.

Nota (*1): la differenza è che dopo un incubo mi sarei svegliato madido di sudore e impaurito mentre invece, in questo caso, ho pensato: "però: sogno interessante..."

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