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sabato 12 febbraio 2011

Giustizia talebana

Come i miei lettori ormai sanno, le notizie di cronaca non mi attirano molto (vedi post Lettura del giornale).
Alcune persone, che io trovo molto naïf, sembrano pensare che giornali (online e non) e telegiornali abbiano come scopo principale il diffondere le notizie in modo obiettivo (senza deformarle) ed equilibrato (dando maggior rilevanza alle notizie più importanti).
Magari in altri paesi di sana tradizione democratica è davvero così. In Italia non credo sia mai stato questo il caso. Ma non voglio divagare, magari ci tornerò in un altro post.
Al giorno d'oggi invece, in Italia ma anche all'estero, le notizie sono dei prodotti che devono essere venduti: le locandine alle edicole, come pure le prime pagine dei giornali online, equivalgono ai menù dei ristoranti e devono cercare di soddisfare ogni palato.
Rimanendo in metafora, le notizie di cronaca sono come le patatine fritte: buone e appetitose ma non proprio salutari. Le evito perché, il sapere che una certa tizia ha tritato e fatto salsicce con i figli e ha decapitato e messo nel microonde la testa del marito, può anche incuriosire e stuzzicare il mio senso del macabro ma, nel complesso, mi distrae solamente dai fatti veramente importanti.

Premesso questo, ieri mi è capitato di imbattermi in un articolo che, anche se non di trita cronaca italiana, normalmente avrei ignorato.
Si tratta di questo articolo del corriere.it
In pratica vengono mostrate le foto che che hanno vinto dei premi a un concorso fotografico internazionale.
La foto vincitrice in assoluto è un primo piano di una ragazza afghana senza naso. Il naso (e le orecchie) le è stato mozzato per ordine di un tribunale talebano perché aveva abbandonato il marito che la maltrattava e col quale era stata fatta sposare a 16 anni.
L'orrore del naso mozzato è accentuato dal contrasto con la bellezza del resto del volto.

Comunque quello che mi fa riflettere non è tanto la brutalità del tribunale talebano quanto i maltrattamenti che la ragazza doveva patire nella casa del marito. Per noi infatti è impensabile che un tribunale possa ordinare una punizione così terribile ma, questo è il punto, molto probabilmente questa ragazza sapeva cosa rischiava se fosse stata riacciuffata e, ciò nonostante, trovava così insopportabile la vita col marito che ha preferito fuggire e rischiare di essere mutilata piuttosto che rimanere con lui...

Questo mi dà da riflettere: anch'io a volte sono ingenuo e tendo a sottovalutare la malvagità degli uomini.

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