«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

mercoledì 11 gennaio 2023

Sulla guerra in Ucraina

Inizio ad avere qualche dubbio sulle mie convinzioni.

Il motivo è dato dalla mancanza di offensiva russa dal nord: vuoi direttamente dal confine russo o da quello (a mio modestissimo parere più funzionale) bielorusso.
In realtà io me l’aspettavo per dicembre ma non mi sarei stupito fosse iniziata nella prima metà di gennaio: il motivo è che, nella mia comprensione del conflitto, la Russia non ha particolarmente fretta di agire e quindi ha senso che aspetti il momento, anche climaticamente, migliore.

Contemporaneamente è anche vero che non può aspettare troppo perché, seppure lentamente, i rinforzi occidentali inizieranno ad arrivare dalla primavera in poi.

Quindo l’offensiva invernale, non importa quando, ma da un punto di vista strategico deve essere fatta. Se non lo è vuol dire che la Russia non è in grado di effettuarla: a quel punto significa che la situazione russa non è come supponevo. Potrebbe subire perdite militari più alte di quanto pensassi, oppure non avere equipaggiamento sufficiente per le nuove truppe, o un problema di munizioni o di scarsa capacità operativa del proprio esercito o chissà cos’altro.

Quindi si deve iniziare a pensare quando si chiude la finestra di tempo (climatica) per intervenire.
Premettendo che non me ne intendo ma tenuto conto che a metà marzo il terreno diviene impraticabile per lo scioglimento della neve io credo che la prima metà di gennaio sarebbe normale ma, probabilmente, si potrebbe estendere tale periodo all’intero mese. Un’offensiva a febbraio, anche nei primissimi giorni, mi sembrerebbe invece tardiva.

C’è da dire che le truppe russe in Bielorussia stanno aumentando ma non certo in numero sufficiente per un’offensiva (almeno a sentire le fonti occidentali): insomma sembrerebbero che i preparativi siano un po’ indietro.

Mi pare di aver letto che la Russia stia preparando delle strutture difensive sul confine a nord dell’Ucraina: questo mi fa pensare che l’offensiva la si voglia fare della Bielorussia e che quindi queste strutture servano a bloccare eventuali contrattacchi verso il territorio russo.

Si sente da come scrivo che sto dalla parte della Russia?
In realtà cerco di stare dalla parte della giustizia: da un punto di vista geopolitico abbiamo uno stato, gli USA, che ha adesso una politica apertamente imperialista e che dal 2014 stava preparando, pur sbagliando ripetutamente i propri calcoli, questa guerra contro la Russia tramite l’Ucraina.
Questa non è una mia teoria complottista: lo hanno messo nero su bianco una decina di anni fa i cosiddetti think tank americani che all’epoca tracciarono anche la strategia che avrebbero dovuto seguire gli USA come poi hanno pedissequamente fatto. Del resto se si fosse voluta la pace sarebbe bastato rispettare gli accordi di Minsk…
Lo scopo degli USA? 1. Indebolire la Russia e, forse ancora più importante, 2. separarla dall’Europa. Contemporaneamente 3. gli USA vogliono guadagnarci o, almeno, non rimetterci.
Di questi tre obiettivi il primo sembra stare avendo un successo limitatissimo da un punto di vista economico ed è stato fallimentare sul piano politico (adesso la Russia è tenuta molto più internazionalmente in considerazione di prima; si sono rafforzate organizzazioni anti occidentali). Il punto 2 è l’unico che, grazie all’assoluta stupidità e incapacità dei leader europei, ha raggiunto pienamente il proprio scopo: peccato che fosse un obiettivo errato, controproducente cioè! La Russia è infatti stata spinta fra le braccia della Cina che è il vero avversario degli USA rendendola molto più forte; inoltre la sciagurata contrapposizione economica fra Europa e Russia ha indebolito, credo decisivamente, la prima che invece era il più forte alleato degli USA.
Anche riguardo al punto 3 il successo è stato parziale: di sicuro la popolazione USA risentirà dell’aumento del costo dell’energia e gli unici ad arricchirsi veramente sono stati i produttori d’armi e gli alti papaveri politici di Washington che hanno moltiplicato la propria ricchezza grazie alle donazioni dei produttori d’armi. Ma come ne risentirà l’economia USA dall’aver creato dal nulla svariati miliardi, anzi trilioni, di dollari? La mia sensazione è che, come al solito, sarà la gente comune a pagarne il prezzo.

Insomma l’amministrazione di Capitan Babbeo ha compiuto un disastro adottando una strategia geopolitica errata o, almeno, non più attuale che non teneva cioè conto del rafforzamento militare russo. Ma del resto che aspettarsi da un presidente non più capace di intendere e di volere e che viene fatto rimanere al potere solamente perché è facilmente manovrabile da parte della “sua” squadra?

Conclusione: studiando la storia ho più volte notato che si verificano delle situazioni che sembrano totalmente inspiegabili. Delle situazioni che scaturiscano da una serie di coincidenze strabilianti e, per questo, altamente improbabili.
In questo caso colpisce il livello infimo dei capi di stato occidentali: si passa dal malato di mente per arrivare al cretino passando per il totalmente incapace e dall’esibizionista. Non dico che non ci siano statisti: non ce n’è neppure uno normale!!
E guarda caso questa crisi è iniziata appena la Merkel è stata sostituita dall’ameba, il Portinaio d’Amburgo...

martedì 10 gennaio 2023

Mercato delle pelli

Il lungo monologo dell’ottimista, ovvero dell’alter ego dell’autore, della scena LIV (Atto 5°) è un lamento, un testamento di accusa contro la guerra: contro chi si è arricchito con essa, contro la stampa che l’ha alimentata con le sue bugie ma anche verso gli stessi soldati colpevoli di essersi fatti uccidere senza ribellarsi.

Scrive Kraus: «Voi laggiù, voi assassinati, voi buggerati, non siete insorti contro questo maneggio? Avete sopportato la libertà e il benessere degli strateghi della stampa, dei parassiti e dei buffoni, al pari della vostra sventura, della vostra coercizione? E sapevate che loro venivano decorati per le vostre torture? Non gli avete sputato la gloria in faccia? Giacevate in treni-ospedale che la canaglia aveva facoltà di riprodurre? Non siete fuggiti, non avete disertato verso la guerra santa per liberare noi dell’interno dal nemico mortale che ogni giorno ci bombardava il cervello di menzogne? […]
Hanno venduto la vostra pelle al mercato.» (*1)

Ma ovviamente gran parte dell’esecrazione di Kraus è rivolta a chi dalla guerra ha tratto profitto senza però rischiare la vita in prima persona.

E allora, pensavo, che dire delle guerre per procura?
La guerra fra Ucraina e Russia è stata preparata e voluta dagli USA: ha armato i neonazisti e sta continuando a prolungarla con flebo a base di miliardi di dollari.
Ma le élite di Washington che ci guadagnano montagne di denaro non si sono sporcate minimamente le mani, non si preoccupano delle conseguenze per i propri concittadini; non contenti hanno pure imbrogliato gli incapaci di europei convincendoli a sostenerla a proprie spese e a proprio danno; e hanno condannato a morte, senza alcun motivo centinaia di migliaia di ucraini e russi, radendo al suolo una nazione...
Chissà cosa scriverebbe Kraus di queste personcine…

Conclusione: corto venuto fuori troppo lungo...

Nota (*1): tratto da “Gli ultimi giorni dell’umanità” di Karl Kraus, (E.) Adelphi, 2022, trad. Ernesto Braun e Mario Carpitella, pag. 615-616.

lunedì 9 gennaio 2023

Aggiornamento sul “mistero”

Al 6 gennaio continua il picco di visite al pezzo Ancora sull’imperativo categorico: più o meno sempre le solite inspiegabili 30 visite giornaliere…
Segue la Legenda, ma come ho già scritto accade abbastanza spesso.
Più distanziati gli articoli più recenti che, anzi, vedono un significativo incremento di visite: un po’ suppongo per la pubblicità dell’articolo Parole Sante sul ghiribizzo Un uomo in cammino e un po’ per i commenti, per la curiosità di leggerli…

Ma ho deciso che da questa settimana scriverò nuovi aggiornamenti solo se noterò qualche cambiamento significativo!

Traduzione corretta - 10/1/2023
Sempre alla ricerca di epigrafi ne avevo trovata una ottima per [E] 15.2 “La piramide iperbolica” in “Discorso della servitù volontaria” di Étienne De La Boétie.

La citazione è questa: «È sempre stato così: questi cinque o sei hanno avuto la fiducia del tiranno e […] sono diventati complici delle sue crudeltà, compagni dei suoi divertimenti, ruffiani dei suoi piaceri, soci nello spartirsi il frutto delle ruberie. Questi sei personaggi inoltre tengono vicino a sé seicento uomini dei quali approfittano facendo di loro quel che han fatto del tiranno. I seicento a loro volta ne hanno seimila sotto di sé ai quali conferiscono onori e cariche […]. E dopo tutti questi la fila prosegue senza fine: chi volesse divertirsi a dipanare questa matassa si accorgerebbe che non seimila ma centomila, anzi milioni formano questa trafila e stanno attaccati al tiranno [...]» (*1)

Il senso è: il tiranno è un briccone che si fa aiutare da una manciata di bricconi che, a loro volta, ne hanno centinaia sotto di loro e così via.
Il problema è che la frase evidenziata in neretto non torna: sembra che siano questi 6 personaggi ad approfittarsi dei seicento come del tiranno.

Allora avevo provato a cercare il testo originale e a farmelo tradurre da mia cugina che conosce bene il francese: solo che questo è francese del XVI secolo e quindi il suo giudizio (favorevole alla traduzione del mio libro) l’avevo ritenuto inconclusivo.

Poi me ne sono dimenticato per N giorni e finalmente oggi mi è venuto a mente di cercare una traduzione in inglese: già in passato infatti mi era capitato di trovarmi notevolmente meglio con una buona traduzione in inglese che con una in italiano approssimativa.

La traduzione in inglese (BOLL 25: Estienne de la Boétie, “The Discourse of Voluntary Servitude” (1552)) del passaggio incriminato è questa: «The six have six hundred who profit under them, and with the six hundred they do what they have accomplished with their tyrant.»
Ovvero “I sei ne hanno seicento che si arricchiscono sotto di loro, e insieme a essi compiono le stesse malefatte fatte col tiranno”.

Nota (*1): tratto da “Discorso della servitù volontaria” di Étienne De La Boétie, stampato da Amazon Italia Logistica, trad. Luigi Geninazzi e Pietro Fanfani,pag. 105-106.

Ah, ecco... - 10/1/2023
Confrontando la versione italiana con quella inglese (non ho voglia di ricercare l'originale francese) ho scoperto che nella prima manca completamente un periodo!
E questo periodo mancante in realtà si accorderebbe con la traduzione italiana che invece a me tornava poco.

La frase mancante (mia traduzione) è: «Questi sei lavorano alle spalle del loro capo così abilmente che egli è ritenuto responsabile non solo delle proprie malefatte ma anche delle loro.»

Così avrebbe senso anche la traduzione italiana perché effettivamente i sei agiscono anche alle spalle del tiranno oltre che condividendone i vizi e le ruberie…

Vabbè, nella “mia” epigrafe “poterò” questa frase…

Batterista - 10/1/2023
Non so niente di batteria né mi interessa ma per caso YouTube mi ha suggerito questo video: Metal Drummer Reacts to Riccardo Merlini | Fastest Hands in the World

…e l’ho guardato tutto dall’inizio alla fine!

Non che capissi la difficoltà di quello che stavo vedendo/ascoltando ma mi piaceva l’entusiasmo di, evidentemente, un esperto. Esattamente come successe mesi (anni?) fa con i violinisti del canale TwoSetViolin (ho ritrovato il video in questione: This violinist is NOT HUMAN??).

Non mi è chiaro quale effetto psicologico scatti dentro di me ma… l’apprezzo!

Spunti pandemici - 10/1/2023
Per caso ho visto un video ricco di spunti: Why are doctors turning a blind eye to the v harms (Aseem Malhotra & Bret Weinstein) dal canale DarkHorse Podcast Clips.

L’intervistato è un dottore, credo cardiologo, abbastanza famoso nell’ambiente (UK) che all’inizio della pandemia, nel 2020-2021, era fortemente e pubblicamente a favore dei vaccini. Col tempo, anche a causa di una tragedia personale, ha cambiato parere.

Di seguito i vari spunti:

Cosa impedisce alle persone di cambiare opinione su qualcosa?
La questione mi sta molto a cuore avendo anch’io notato questo fenomeno e, nell’Epitome, l’ho chiamato limite dell’anti-resipiscenza ([E] 1.1).
Secondo il dottore i motivi per cui non si cambia parere sono molteplici:
1. per sentirsi sicuri
2. per evitare conflitti
3. per ridurre l’ansia
4. per proteggere il proprio prestigio (soprattutto se si è preso pubblicamente posizione).

Altra componente che può aver influito:
La paura è inversamente proporzionale al pensiero critico.
Soprattutto i più anziani sono i più impauriti dal covid-19 e, quindi, i meno propensi ad accettare, o anche solo a esaminare, le nuove ricerche scientifiche.

A proposito della tendenza a non cambiare opinione il dottore ha citato una massima di John Kenneth Galbraith (famoso economista): «Dovendo scegliere fra cambiare idea e provare che non c’è bisogno di farlo, la maggior parte delle persone si mette a lavoro sulla dimostrazione.»
In altre parole l’essere umano impiega più energie a giustificare il proprio pensiero che ad analizzare oggettivamente i fatti a sua disposizione.

30 e lode!

Oggi ho ripreso a leggere qualche pagina di “Una teoria della giustizia” di Rawls e mi sono imbattuto in un concetto che mi è piaciuto molto ma altamente elusivo. Voglio quindi cercare di fissarmelo nella memoria sintetizzandolo qui di seguito.

Il capitolo in questione è il 30 intitolato “Utilitarismo classico, imparzialità e benevolenza”.
Come al solito l’approccio di Rawls è estremamente teorico e basato sulle definizioni date in precedenza e che raramente ripete (*1).
Comunque nel passaggio in questione mostra come l’osservatore imparziale dell’utilitarismo classico e la posizione originale di Rawls possano giungere alla stessa conclusione: ovvero adottare i due principi di giustizia (*2).

Se la conclusione è la stessa, diverso, anzi apparentemente opposto è il procedimento con cui vi si arriva.
L’osservatore imparziale è simpatetico con ogni membro della società e valuta imparzialmente, per ogni suo membro, il piacere/dolore dato da ogni principio. Poi ne realizza il totale e sceglie quindi i principi di giustizia che lo massimizzano.
Nella posizione originale (*3) invece ogni membro è indifferente agli altri e cerca solo di massimizzare il proprio bene con il limite dato dal velo d’ignoranza (*4). Anche in questo caso i membri dell’assemblea arrivano all’accordo minimo basato su i due principi di giustizia.
Da una parte vi è però l’empatia, dall’altra l’indifferenza.

Ma vi è una distinzione più profonda: «Ora, come ho fatto notare, esiste un senso in cui l’utilitarismo classico non è in grado di considerare seriamente la distinzione tra persone. Il principio di scelta razionale per un solo individuo viene accettato anche come principio di scelta sociale. In che modo si giunge a questa posizione? Siamo ora in grado di capire che essa è la conseguenza del voler dare una base deduttiva alla definizione del concetto di giusto che fa uso dell’osservatore ideale, oltre che del presumere che la naturale predisposizione degli uomini alla simpatia fornisca il solo modo in base a cui è possibile mettere d’accordo i loro giudizi morali. L’approvazione dell’osservatore imparziale simpatetico è adottata come standard di giustizia e ciò sfocia quindi nell’impersonalità, nella fusione di tutti i desideri in un unico sistema.» (*5)

Il succo è che l’approccio “razionale”, la “base deduttiva”, corrisponde all’operazione di media che l’osservatore compie per valutare i diversi possibili principi di giustizia.
La media perde i singoli e le loro caratteristiche distintive: li uniforma e, appunto, li spersonalizza.
La media di un pollo a testa è preferita alla media di mezzo pollo anche se, per esempio, nel primo caso a una persona toccano 10 polli e ad altre nove zero mentre nel secondo caso ognuno ha, effettivamente, mezzo pollo.
Ma il punto non è tanto il risultato (siamo nell’ipotesi che sia la stesso) quanto l’operazione vera e propria. Si riduce una decisione morale a una somma di singole valutazioni.

Ma qual è un’alternativa al mettere d’accordo i diversi principi di giustizia individuali?
Non importa quale sia ma che esista: un metodo potrebbe essere banalmente quello della votazione a maggioranza o, come mi sembra lo chiami Rawls, del principio di differenza, ovvero nel massimizzare il benessere dell’individuo che sta peggio o, perché no, all'unanimità. Sicuramente nel resto del capitolo (che devo finire di leggere) l’autore affronterà questo aspetto.

Bello è anche lo spunto dato dalla “naturale predisposizione degli uomini alla simpatia” come base per raggiungere un accordo. Premesso che al posto di “simpatia” userei il termine “empatia”, mi pare un concetto interessante: è possibile per delle persone accordarsi senza empatia fra le stesse?
Sì: ogni persona baderebbe solo a massimizzare il proprio interesse personale. L’empatia è invece necessaria affinché una delle parti rinunci a qualcosa (che potrebbe ottenere) in favore dell’altra evidentemente più debole, cioè con minor poter contrattuale.
L’empatia quindi non è legata alla capacità di fare un accordo ma a quello di giustizia: una giustizia a cui a ciascuno non tocca ciò che gli spetta ma qualcosa in più a chi altrimenti toccherebbe di meno e qualcosa in meno a chi toccherebbe di più. Dove il giusto è intuitivamente un'idea in cui tutti hanno ricchezze/lavori/tempo libero comparabili
È la socialità umana che porta all’empatia reciproca e quindi a tutte le virtù che da essa, in ultima analisi, scaturiscono come, per esempio, la generosità e simili.

Conclusione: stasera devo assolutamente finire questo capitolo 30 anche perché poi inizia una nuova parte del libro in cui finalmente si entra nel merito. Almeno credo visto che è intitolata “Istituzioni”!

Nota (*1): cosa che non sopporto! Se sapere la definizione è fondamentale per capire un concetto allora va ripetuta altrimenti si costringe il lettore (me!) a rileggere alla cieca i capitoli precedenti per cercare l’informazione mancante. Io nella mia Epitome, nel dubbio, preferisco ripetere un concetto piuttosto che rischiare che venga frainteso…
Nota (*2): per mia utilità, ma suppongo anche del lettore occasionale, ripropongo qui i due principi di giustizia:
1. pari libertà per tutti
2. le diseguaglianze economiche e sociali sono accettabili se:
a. “ragionevolmente previste a vantaggio di ciascuno”;
b. “collegate a cariche e posizioni aperte a tutti”.
(ma non poteva dire che i principi di giustizia erano tre invece di dividere il secondo in due condizioni??).
Modificato 9/1/2023: stamani ricontrollando appunti e rileggendo le note dei capitoli precedenti mi sono convinto che l'applicazione pratica del secondo principio di giustizia si "trasforma" nel principio di differenza, ovvero in politiche volte a massimizzare nel lungo termine le condizioni socio economiche di chi sta peggio.
Questi vuoti di memoria sono la conseguenza di leggere testi molto complessi in periodi molto lunghi, spesso non toccandoli per settimane...
Nota (*3): che io, di nuovo per chiarezza, avrei chiamato “assemblea originaria”.
Nota (*4): ovvero è conscio di tutte le informazioni utili generali ma non di quelle particolari su se stesso: né la propria posizione sociale né i propri vantaggi innati o no.
Nota (*5): tratto da “Una teoria della giustizia” di John Rawls, (E.) Feltrinelli, 2021, trad. Ugo Santini, pag. 189.