«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

mercoledì 5 gennaio 2022

Teoria sui sogni

Stanotte (oggi è la mattina del 5 gennaio 2022) ho dormito bene: ero sia stanco fisicamente che mentalmente. Ho fatto i soliti sogni strani (ero un eroe secondario, cioè di quelli più ricchi di buona volontà che di super poteri, in una pellicola della DC Comics) e mi sono svegliato con un dubbio: quanto è frequente non sognare se stessi?

Nel mio caso è estremamente comune: addirittura credo che il 50-60% delle volte non sono io. Direi che l’95% delle volte sono un uomo, molto più raramente mi è capitato di essere una donna, un bambino, un animale o addirittura una cosa. Spesso, forse soprattutto quando non sono io, mi capita di cambiare personaggio nel corso del medesimo sogno. Rispetto ai sogni che comunemente mi raccontano amici e parenti i miei hanno una forte logica interna: molto difficilmente sogno particolari senza senso: se accade, già nel sogno me ne chiedo il motivo, e finisco per “sapere di sapere” o almeno intuisco la ragione del tutto.
In genere nel sogno ho una chiara memoria, forse solo apparente, di fatti successi in precedenza (che al mattino, quando me ne ricordo, attribuisco a sogni precedenti magari anche di altri notti): questo lo si nota nella logica degli eventi di un sogno (dove magari so che il tizio di guardia al ponte è ghiotto di gelati e ti farà passare se gliene porti uno) ma soprattutto di luoghi: sono familiare con una “caricatura” della mia città che, in genere a fatica, riesco ad attraversare; poi ci sono zone più remote ma che sogno anche più raramente, oppure luoghi specifici, come vicoli o locali, che hanno passaggi segreti che si devono conoscere per poterli individuare.
Non sogno praticamente mai le nuove conoscenze: mi occorre per lo meno una decina di anni prima di “accoglierle” nei miei sogni. Non so quanto questo sia normale. Se sogno un parente defunto in genere non ricordo che è morto ma magari sono particolarmente preoccupato per la sua salute e nel sogno appare particolarmente fragile e vulnerabile. Adesso sogno abbastanza spesso mia mamma (morta nel 2006) senza più essere particolarmente preoccupato per lei; invece lo zio Gip (morto nel 2010) ancora non riesco a sognarlo.
Poi ci sarebbe la particolarità dei miei incubi di cui ho già scritto tante altre volte: probabilmente gli elementi peculiari di questi sono due: 1. sono tutti ambientati nella casa dei miei zii di Pisa (mentre da bambino si svolgevano nella casa dei nonni materni); 2. spesso combatto i mostri o cerco la maniera di ucciderli (*1) (*2).

Credo che sarebbe interessante saperne di più: il sogno fornisce un accesso diretto, non filtrato cioè, alla nostra mente. Classificando e analizzando le diverse maniera di sognare si potrebbe trovare relazioni con tipologie psicologiche o, addirittura, fisiologiche. Interessanti sarebbero i possibili legami con l’intelligenza, la fantasia, la creatività o addirittura la morale. Per esempio so che Lovecraft spesso prendeva ispirazione dai propri sogni per i suoi racconti.

Mi piacerebbe trovare un libro che contenga una discussione dei sogni da questa specifica prospettiva, ovvero delle diverse tipologie di sogni ed eventuali connessioni con altri aspetti psicologici. Chiaro che il problema principale è la raccolta dei dati: di solito ricordiamo solo i sogni che ci impressionano maggiormente e non è quindi detto che siano tipici; poi c’è chi sogna ogni notte e chi crede di non sognare mai…

Io credo che la relativa logicità dei miei sogni derivi dalla mia funzione principale Ti che evidentemente rimane parzialmente attiva anche la notte. Mi chiedo poi se i ricordi che sogno di avere siano reali oppure sono solo fantasie: se fossero reali ci sarebbe il paradosso di riuscire a ricordare durante il sogno memorie a cui da svegli non si ha accesso; eppure la sensazione di aver già visto e conosciuto è così forte…

Conclusione: pezzo un po’ inutile, in cui oltretutto ripeto concetti già affrontati altre volte, ma avevo voglia di scriverlo...

Nota (*1): da questo punto di vista mi pare che l’incubo col T-Rex sia esemplare: per diverse notti (a distanza di mesi e anni!) dovevo limitarmi a scappare ma una notte, finalmente, sognai di lanciarmi con un tronco mucronato, dall’alto di una rupe, sul collo del T-Rex e riuscire così a ucciderlo! Da allora non l’ho più sognato…
Nota (*2): vorrei mettere qualche collegamento ma sono ancora senza rete: grazie Fastweb… o, più probabilmente dovrei dire “grazie Telecom”: ho infatti scoperto che anche i miei vicini sono senza telefono ed è quindi la centralina Telecom a essere saltata…

lunedì 3 gennaio 2022

Lunedì epitominoso

Oggi (3 gennaio 2022) mi era venuta voglia di completare le due vignette che mi ero ripromesso di disegnare per il 2021…
Una, quella per la “Lega”, era praticamente finita mentre quella per l’Europa (UE) avevo già in mente un’idea chiara e semplice (*1) di cosa rappresentare.
Terminata la vignetta mi stavo mentalmente preparando alla noiosissima opera di aggiornamento di tutti gli articoli che dovrebbe contenerla quando mi sono ricordato di essere ancora senza Internet: grazie Fastweb.
Analogamente non ho potuto neppure iniziare quella per l’Europa perché dovrei cercare del materiale in Rete: al momento quindi mi sto limitando a pianificarne qualche dettaglio…

Già che ci sono ne approfitto per aggiornare sui progressi della mia Epitome.
Evidentemente la stesura della versione 1.8.0 fu un’impresa estremamente stressante e più faticosa del solito: mi è completamente mancato lo stimolo, che di solito giungeva un mesetto scarso dopo l’ultima versione, a rimettermi a scrivere/leggere/correggere. Con la scusa di aspettare la revisione da parte di un’amica (che ha impiegato un 3-4 mesi per leggerla tutta) mi sono limitato a riguardare i nuovi sottocapitoli (non presenti nella versione prestata alla mia amica). Come al solito un’enormità di correzioni che mi deprimono un po’ perché mi fanno rendere conto quanto ancora l’Epitome sia lontana da avere una forma accettabile.
Anche sul mio quadernone ho aggiunto pochissime nuove note, sono a meno di una pagina contro le due o tre usuali.

Comunque in questi giorni mi sto imponendo di riprenderla in mano (presto dovrei ricevere i commenti scritti dell’amica (*2)). È venuto fuori che probabilmente vi aggiungerò un nuovo capitolo!
Poi, per non stressarmi troppo, ho deciso che non rileggerò tutto per l’ennesima volta: mi lascio questo ingrato compito per la versione ancora successiva.
Sul fronte epigrafi avrei una mezza idea di aggiungerle anche ai sottocapitoli: il problema è che non le avrei per tutti e troppe sono dello stesso autore (di Aristotele ne ho tantissime): questo perché ho iniziato solo nell’ultimo anno (forse due?) a raccoglierle sistematicamente e, ovviamente, è quasi impossibile ritrovare una frase significativa, anche se la si ricorda vagamente, in libri letti anche dieci anni fa o più.
Un problema minore è che le epigrafi per i sottocapitoli vorrei che fossero corte, per non appesantire troppo la lettura, ma a volte non è così. Sicuramente le aggiungerò con un carattere molto più piccolo rispetto a quello del testo in maniera da ridurne l’impatto visivo.
In verità non so quanto il lettore medio sia interessato a questi passaggi: a me però piacciono tantissimo se, come quelle scelte da me, sono interessanti/divertenti e, spesso, danno un’ottima sintesi di quanto si andrà a leggere. Insomma alla fine eccedere di epigrafi potrebbe rivelarsi inutile o addirittura controproducente ma, considerato che al momento io resto sostanzialmente il principale lettore della mia opera, allora tanto vale che la agghindi come più piace al mio gusto.

Conclusione: pezzo più corto del solito oggi: ma credo che un pezzo più agile da leggere sia un bene. E in teoria, mi piace credere, oggi potrebbero anche ricollegarmi a Internet: speriamo!+

Nota (*1): la semplicità in genere non è un mio obiettivo ma, siccome sono estremamente scarso a disegnare, in questo caso è una necessità!
Nota (*2): erano pronti già da inizio dicembre ma per cause indipendenti dalla mia volontà non ci siamo potuti incontrare...

domenica 2 gennaio 2022

Adulti bambini

E siamo a 2 gennaio 2022 (*1). Un altro spunto interessante emersa con la conversazione avuta con un amico pochi giorni fa (grazie a Fastweb non posso cercare e riproporre il collegamento) riguardava l’obbligo delle mascherine all’aperto.
Cioè sulla completa inutilità di tale misura da un punto di vista sanitario eravamo d’accordo: la stessa OMS l’anno scorso spiegava che le mascherine sono utili al chiuso ma non servono a niente all’aperto.

Il mio amico era però favorevole a questo ennesimo obbligo perché, come affermato anche da altri, in questa maniera le persone che hanno già sul volto la mascherina la terranno anche all’entrata di un locale chiuso. Sempre secondo questo mio amico infatti molte persone non le indosserebbero neppure all’interno di negozi (*2). Nella mia esperienza, limitata però a supermercati e a un singolo panificio, ho sempre visto tutti indossare la mascherina ma suppongo che qualche eccezione, magari anche per semplice distrazione, ci possa essere.

La mia obiezione in realtà l’avevo già espressa molti mesi fa: non posso verificare esattamente (grazie Fastweb) ma mi pare addirittura nella primavera del 2020 e, probabilmente, di nuovo nell’inverno 2020-2021.
Il punto non è semplicemente quello di imporre un qualcosa di inutile a tutti per, in teoria, evitare che pochi facciano qualcosa di sbagliato. Già questo è ovviamente ingiusto e tendenzialmente immorale visto che si tratta di una limitazione arbitraria della libertà individuale. Si dovrebbe piuttosto controllare che nei locali al chiuso la mascherina venga usata da tutti: redarguire gli smemorati (*3) ed eventualmente multare chi non la ha neppure con sé. Qui il mio amico ha replicato che non ci sono mezzi per fare i controlli e che le forze dell’ordine dovrebbero pattugliare le strade invece di girare per i negozi a fare multe: d’accordo ma allora chi controlla che la gente porti la mascherina, magari correttamente, per strada?

Comunque, dicevo, la mia obiezione è molto più profonda rispetto alle istanze sullodate: la mia argomentazione nella sua essenza è che se si tratta degli adulti come dei bambini allora questi si comporteranno come bambini. Se vogliamo una popolazione responsabile allora questa va trattata come tale altrimenti non solo non lo diventerà ma, probabilmente, andrà nella direzione opposta.
Inutile dire che la tendenza nella nostra società è opposta: un paternalismo stupido, offensivo, eccessivo e spesso pernicioso.
Per esempio lo vediamo nelle trasmissioni televisive che dovrebbero informare la popolazione sulla pandemia: se si volesse trattare la popolazione in maniera adulta così che questa arrivasse a comportarsi in maniera responsabile le si dovrebbe fornire tutti i dati, sia positivi che negativi, in maniera oggettiva e, per quanto possibile, spassionata. Eppure si può immediatamente constatare che non è così: per i vaccini contro il covid-19 la premessa è spesso che questi siano ASSOLUTAMENTE sicuri, ovvero totalmente privi di reazioni avverse: ovviamente non è così, anche l’aspirina può avere gravi controindicazioni, ma se le basi sono queste come è possibile valutare oggettivamente il rapporto fra benefici e rischi della vaccinazione?
Nella realtà, da un punto di vista puramente statistico, senza quindi considerare le peculiarità mediche del singolo individuo, i benefici dei vaccini dovrebbero essere maggiori per tutti coloro che abbiano più di vent’anni. Sfortunatamente, trattando tutta la popolazione come bambini non in grado di valutare quale sia il proprio bene, si convince la maggioranza con la paura a conformarsi ai desideri del potere, ma rimane una minoranza significativa che al contrario, viene dissuasa dal farlo proprio da questa evidente scorrettezza nell’informazione fornita. In questa minoranza si alimenta così anche la sfiducia verso le istituzioni col risultato che queste divengono sempre meno credibili: qualsiasi loro presa di posizione è guardata con sospetto e, magari, quando possibile volutamente ignorata.
Per non parlare poi del ricatto mafioso del verdepasso e del quale ho già scritto più volte altrove: qui mi limito a sottolineare che la sua introduzione, con motivazioni ormai evidentemente tanto speciose quanto fallaci, contribuisce a togliere credibilità al governo e paradossalmente a deresponsabilizzare la popolazione: chi ha il verdepasso perché bi o tri-vaccinato si sente incorrettamente totalmente immune al covid-19 e può quindi indulgere in comportamenti che portano alla propagazione del virus.
Ma il succo, al di là degli esempi più o meno felici, è che se tratti adulti come bambini essi diventeranno sempre meno responsabili.
Dovrei controllare il mio libro sulla psicosociologia: sono sicuro che un fenomeno di questo tipo è già stato studiato ed evidenziato…

Conclusione: forse vale la pena aggiungere che generalmente mi trovo d’accordo con questo mia amico: è solo che i punti di dissenso mi danno maggiori spunti per scriverci sopra un pezzo!
Da notare che egli è un INTJ e, come tale, tende ad apprezzare tutti i regolamenti che rendono, almeno apparentemente, più ordinata la società. Io invece come INTP… beh, copio e incollo: «Gli INTP criticano in particolar modo le strutture sociali e le istituzioni. Fanno critiche radicali dello status quo; molti si avvicinano a posizioni libertarie o anarchiche.» (*4)
Figuriamoci poi quindi quando gli INTP hanno a che fare con imposizioni arbitrarie e assurde!

Nota (*1): in tutti i pezzi che scrivo mi sto premunendo di indicare la data in maniera da poter poi pubblicarli retroattivamente al giorno corretto.
Nota (*2): in particolare era rimasto impaurito da un vecchietto entrato senza mascherina dopo di lui all’interno di un’edicola. Personalmente non ci avrei fatto troppo caso: difficilmente un anziano rimane asintomatico e soprattutto se fossi bi o forse tri-vaccinato e mascherato non mi preoccuperei di infettarmi per pochi secondi di contatto. Oltretutto la variante omicron è particolarmente innocua. Temo che il confine fra ipocondria e paure giustificate sia da tempo già stato oltrepassato. Certo se il vecchietto si fosse messo a starnutire o a tossire allora mi sarei affrettato a uscire dal locale!
Nota (*3): il solo redarguire può sembrare un’azione insufficiente ed è, ne sono consapevole, completamente fuori dalla mentalità burocratica degli italiani: eppure sarebbe uno strumento estremamente efficace per rendere tutti più consapevoli. Mi baso sull’esempio olandese dove la polizia che pattuglia le vecchie zone residenziali, ovviamente sprovviste di parcheggi interni per auto e con le strade sature e senza posti liberi, non multa le macchine lasciate magari sull’angolo delle strade o messe male ma lascia un avviso ufficiale: se nel tempo di un mese la stessa macchina è ritrovata di nuovo messa male ecco che allora scatta la multa. In questa maniera si mantiene l’ordine senza essere vessatori nei confronti dei singoli che, per mille motivi, si sono potuti trovare nell’esigenza di parcheggiare frettolosamente o in prossimità della propria abitazione.
Nota (*4): tratto da una vecchia pagina che mi ero salvato dell’ottimo sito LaStessaMedaglia.it che, sfortunatamente, adesso non esiste più...

sabato 1 gennaio 2022

Amarezza per incomprensioni

Allora sono un idiota. O almeno ho iniziato l’anno (oggi è l’1/1/2022) da idiota. Oggi sono stato da mio padre e stamani mi ero preparato la chiavetta con i tre pezzi che avevo scritto da quando, il 26 pomeriggio, sono rimasto senza Internet (grazie Fastweb).
Ovviamente me la sono dimenticata a casa insieme ad altre 3 o 4 cose. Vediamo se le ricordo ORA: le chiavi di casa di mio padre, la parolachiave per Gmail, la chiavetta, i riferimenti ai nuovi libri da inserire in GoodReads.com (“Am essay on the Principle of Population” di Malthus e “La morte di Danton e altri scritti” di Giorgio Büchner) e forse altro… e comunque mi sono dimenticato anche di aprire GoodReads.com! Vabbè…

Ultimamente sono di corsa e piuttosto stressato mentre, massimamente distratto, lo sono sempre stato: ora che devo stare dietro a parecchie cretinerie della realtà quotidiana del solito lo sono ancora di più. Comunque questo anno parte male: se continua così non credo che lo porterò fino in fondo!

Una delle poche cose che mi sono ricordato di fare è stato controllare i nuovi video del Dr. Campbell e del Dr. Sehuelt: ovviamente non ho avuto tempo di guardarne alcuno ma, almeno dai titoli, sembrerebbe che la variante Omega si stia fortunatamente rilevando innocua anche nel Regno Unito come in Sudafrica. A maggior ragione mi risultano disgustosi i toni apocalittici dei telegiornali di SkyPD che avevo intravisto qualche giorno fa: la variante Omicron potrebbe rappresentare la fine della pandemia perché dovrebbe essere in grado di contagiare abbastanza persone da raggiungere una duratura immunità di gregge senza i rischi di complicazioni gravi. Fine della pacchia per le case farmaceutiche che producono i vaccini benedetti e fastidioso ritorno alle sgradite libertà individuali per la popolazione per i dittatorielli mafiosi nostrani. Oddio, i media sono a un tale livello di irrealtà nella narrativa che almanaccano goffamente che nei prossimi mesi potrebbero inventarsi di tutto, quindi sebbene che la pandemia sia alla fine è abbastanza evidente non lo è altrettanto il ritorno alla “normalità”. Il magico verdepasso piace troppo ai fascistelli, scusatemi “mafiosetti” intendevo, nostrani per gettarlo immediatamente nella fogna della storia a cui appartiene.

Come detto però non ho fatto in tempo a documentarmi: magari la situazione in Italia è peggio di quella inglese… del resto l’immunità naturale in UK dovrebbe essere più diffusa che da noi dato che in estate avevano tolto ogni restrizione…
Dai, spero di tornare in linea da lunedì e di poter così studiare con calma cosa sta succedendo con la variante Omicron in Italia e dintorni…

Di quanto scritto nei giorni passati mi è particolarmente rimasto in testa l’accenno alla delusione per parenti e amici che non si fidano del mio giudizio. Al riguardo avevo già iniziato a proporre delle mie riflessioni ma oggi voglio approfondire ulteriormente l’argomento.
Andando a memoria avevo accennato a: 1. limiti psicologici comuni a tutti gli esseri umani; 2. voce dei media, per quanto regolarmente smentita dai fatti, più autorevole della mia; 3. scarsa razionalità e incapacità di giudicare correttamente i dati nel loro insieme.

Tutto vero ma oggi però vorrei concentrarmi maggiormente sulla mia delusione.
Mi pare di essere una persona molto riflessiva: prima di prendere posizione su una questione importante valuto tutti i dati per molto tempo, parlo di mesi e a volte anni. Poi è vero, quando mi convinco di qualcosa su cui ho riflettuto approfonditamente, sono molto sicuro delle mie idee.
Mi viene in mente il cambiamento nel giudizio sul M5S che in 2-3 anni, dal 2013 al 2015, si è ribaltato di 180°; oppure, analogamente, quello sulla Lega che da incerto/speranzoso è diventato negativo nel giro di tre anni, dal 2018 al 2021: in questo caso un cambiamento di 90° o poco più…
O il mio giudizio su Monti: ricordate per quanti mesi mi dibattei incredulo nell’incertezza se il professore ci fosse o se ci facesse? Che un italiano volesse tradire così spudoratamente l’Italia e gli italiani mi sembrava impossibile...
Insomma non sono il tipo che si alza la mattina e si accorge di punto in bianco di pensarla in maniera contraria ai giornalisti del telegiornale: adesso è effettivamente così, ma il mio percorso è stato lungo e, passando dalla stesura dell’Epitome, è il prodotto di lunghe riflessioni spesso nate da letture molto istruttive.

Se mi interpellate su una questione che non conosco vi rispondo “bo, può essere”, “forse”, “suppongo che” e simili: esamino i dati che ricordo su un certo argomento e vedo cosa sia possibile dedurne. Il più delle volte riconosco di non saperne abbastanza e che tutto quindi sia più o meno possibile con diversi gradi di probabilità.

Altra cosa che amo fare è informarmi presso chi è più esperto di me su un particolare argomento: mi piace chiedere e approfondire. Spesso mi viene riconosciuta una notevole capacità nell’estrarre l’informazione più significativa o nel notare il particolare discordante. Tutti questi dati che raccolgo poi li memorizzo e li tengo da parte per l’occasione successiva. Per esempio qualche settimana fa il mio vicino ha mandato dei boscaioli a tagliare un albero pericolante che minacciava la mia casa: uno di questi era stato da me due anni prima per tagliarmi un altro albero: quando mi sono reso conto che era lui gli ho ricordato due o tre informazioni interessanti che mi aveva detto. Lui è rimasto molto sorpreso perché non si ricordava assolutamente di avermene parlato! Curiosamente non ho la minima memoria per le facce (non avrei mai riconosciuto il tizio se non fosse stato lui a dirmi di essere stato da me!) ma i dati, soprattutto se mi incuriosiscono, li ricordo bene.
Questa mia attitudine a chiedere a chi ne sa più di me mi pare che sia indice di una netta consapevolezza dei miei limiti che, di nuovo, stride con la possibilità che io esprima dei giudizi affrettati o superficiali.

Penso anche ai pezzi di questo ghiribizzo: anni fa decisi di aggiungere il marcatore “Mongolino” per evidenziare i pezzi, mese per mese, in cui avevo preso degli abbagli sbagliando completamente le mie valutazioni. In realtà di questi pezzi “errati” ne avrò al momento forse trovati un paio e ho così finito per usare detto marcatore per indicare pezzi particolarmente brutti o inutili più che sballati.
Questa iniziativa è poi frutto della mia mentalità da scacchista che ama ricontrollare le proprie partite (e quindi il proprio pensiero) alla ricerca di errori con lo scopo di migliorare il processo decisionale in maniera da non ricommetterli più.
Guardate anche come continuo a rileggere e correggere la mia Epitome, affinandola sempre più: anche questo atteggiamento verso il mio pensiero mi sembra sintomatico di capacità di autocritica vigile e attiva, ovvero della capacità di individuare, anche senza nessuno che li evidenzi, i miei eventuali errori.
Oppure quante volte ho scritto un pezzo per “correggere” qui su questo ghiribizzo ciò che avevo erroneamente affermato in precedenti articoli?
Insomma non mi vergogno dei miei errori, e quindi di ammetterli, e al contrario sono orgoglioso di quanto mi riesca scoprirli e correggerli.

Di nuovo questi mi sembrano indizi dell’affidabilità del mio giudizio dato che lo controllo e ricontrollo costantemente (*1).

La conseguenza di questo mio modo di procedere è che quando affermo qualcosa di solito sono molto sicuro di ciò che dico. Intendiamoci, non mi aspetto che amici e parenti pendano dalle mie labbra prendendo per oro colato ogni mia affermazione: come io non lo farei con loro così non mi aspetto che lo facciano con me!
Però mi aspetterei che la mia osservazione venisse comunque presa in seria considerazione: qualcosa del tipo “non la prendo per buona ma la terrò presente nelle mie valutazioni”. Questo mi basterebbe e mi soddisferebbe.

Pochi giorni fa un amico ha fatto un salto a casa mia: fra le varie cose di cui abbiamo parlato c’è stato anche l’“Unreal Engine 5”. Siccome lui se ne intende parecchio gli avevo inviato il collegamento a un video ma poi non aveva avuto tempo di rispondermi.
Sull’entusiasmo del momento vi scrissi un pezzo che però ora, grazie Fastweb, non posso verificare come si intitoli: in pratica ipotizzavo che i programmatori avessero fatto almeno due grandi balzi teorici abbassando notevolmente la complessità degli algoritmi per il disegno dei poligoni e per l’illuminazione fotorealistica.
Secondo lui invece parte significativa del merito è ingegneristico: ovvero delle capacità delle nuove schede RTX dell’Invidia (ed equivalenti AMD) rispetto alle vecchie GTX.
Io sono rimasto interdetto: dai demo che ho visto il passo mi pare troppo grande per essere ingegneristico però ho preso la sua precisazione molto sul serio. Ci siamo ritrovati infatti d’accordo sul fatto che le prestazioni dell’Unreal Engine 5, se il mio amico ha ragione, non dovrebbero essere particolarmente migliori della versione 4 sulle vecchie schede GTX: qualcosa del tipo 20-40%. Quindi se prima i poligoni disegnati fossero stati 1000, a parità di velocità dovrebbero divenire 1.200-1.400 e non 100.000 o più.
Vedremo: il punto è che prendo seriamente in considerazione la sua osservazione perché mi fido del suo giudizio nonostante sia apparentemente in contrasto con quanto affermato/dimostrato nei diversi video che avevo visto su YouTube.

E allora perché lo stesso non viene fatto dagli altri con ciò che affermo io?
Forse non vengo ritenuto un esperto su certi argomenti come, per esempio, la politica o il covid-19. Si tratta di due argomenti completamente diversi e che quindi tratterò separatamente.

Partiamo dal covid-19: sicuramente non sono un esperto ma mi baso sui dati forniti da esperti spesso mediati da divulgatori con competenze in campo medico. In questo caso visiono video, leggo ricerche, ricerco dati e memorizzo i dati rilevanti: molte informazioni che non ritengo completamente affidabili neppure le menziono: direi che qui sul ghiribizzo riporto un quinto delle notizie in cui mi imbatto. Se di qualcosa non sono sicuro evito di scriverne aspettando di saperne di più o, magari, conferme da fonti che ormai ritengo affidabili.
Alla fine sui dati che ritengo sicuri o almeno molto probabili costruisco le mie ipotesi che si basano su normali criteri di causa effetto: a questo livello posso arrivare, sebbene raramente, a conclusioni diverse anche da quelle suggerite dalle fonti attendibili. Mi viene in mente, per esempio, la previsione dell’istituto di statistica inglese (“Imperial...” qualcosa) sui contagiati nella primavera 2020 in Italia: la mia previsione, molto rozza e basata su principi primitivi, si rivelò poi molto più vicina ai valori resi noti poi nell’estate.
In genere le mie previsioni, basate come detto su dati e ricerche di esperti, che ho solo aggregato e collegato insieme, a differenze di quelle dei media e dei politici, si sono rivelate decisamente accurate.
Insomma, alla fine, riguardo il covid-19 il 90% del mio impegno si riduce a identificare le fonti affidabili e a setacciare dati utili dalla pletora di fonti disponibili in rete: beh, poi c’è la difficoltà di ricordare il materiale e metterlo insieme ma questo mi viene naturalmente molto facile. La mia rielaborazione personale è minima e, quando la faccio, lo specifico ampiamente perché io stesso mi fido il giusto dei miei risultati. Per esempio guardate il pezzo intitolato qualcosa come “statistiche e decisioni” di, mi pare, novembre (non posso controllare adesso: grazie Fastweb). In quel pezzo estrassi dati da più fonti per calcolare la mortalità per fasce di età: successivamente verificai che i miei calcoli erano stati perfettamente accurati essendo uguali a quelli riportati dall’ISS…
Quindi chi non si fida delle mie affermazioni sul covid-19 non si fida delle fonti che, dopo molti controlli e verifiche incrociate, ritengo affidabili. Anche in questo non vi troverei niente di male se non fosse che queste stesse persone credono invece ciecamente alle fole raccontate dalla televisione. Ancora non ci sarebbe niente di male se si fosse nella primavera o almeno nell’estate del 2020 ma ormai le loro previsioni sistematicamente errate si sono accumulate: continuare a dare fiducia alle notizie date dai media tradizionali mi pare puro masochismo intellettuale e obbrobrio per la verità. E questo mi irrita.

Sulla politica l’argomento è talmente vasto e ampio che in realtà non mi secca più di tanto non essere preso sul serio. Sono consapevole che spiegare e far comprendere le mie ragioni occorrerebbero numerose discussioni e tanta pazienza e volontà di comprensione da parte di tutti.
Tutta la mia teoria politica (ma anche sociale, psicologica, storica e filosofica) l’ho riassunta nelle oltre 400 pagine dell’Epitome con le sue 1500 e passa note.
Quello sarebbe il mio punto di partenza delle mie discussioni “politiche”: proprio per la complessità del mio pensiero non mi aspetto di essere capito o che amici e parenti siano d’accordo con me. Di nuovo mi parrebbe di meritare comunque una certa considerazione ma, come detto, in questo caso sono più tollerante: so che, superficialmente, il mio pensiero può confondersi col banale complottismo paranoico misto a populismo. In questo caso mi sembra di cercare di spiegare delle dimostrazioni matematiche in un asilo nido a dei bimbetti che mi guardano a bocca aperta, gli occhi sgranati e il naso moccicante: insomma se non mi capiscono non è colpa loro…

Probabilmente a questa mia specifica amarezza si sovrappone la consapevolezza, che del resto mi accompagna dalla primissima infanzia, di non essere compreso: non da sconosciuti ma da persone che mi dovrebbero conoscere bene. Di nuovo sento molto la nostalgia di mio zio Gip: chissà quante belle discussioni avremmo potuto fare!
E non sarebbero state le discussioni dove ciascuno deve battagliare per difendere le proprie idee: sarebbero state costruttive, affrontate con mente aperta, col serio e onesto tentativo di volersi capire. Sono sicuro che lui sarebbe stato entusiasta della mia opera… sigh… e chissà quanti buoni consigli mi sono perso… quanti sinceri incoraggiamenti non riceverò mai...

Conclusione: alla fine ho scritto molto più del previsto. Spero di non essere sembrato troppo aspro e critico: del resto dovrei essere ormai abituato a non essere compreso, creduto o almeno considerato.

Nota (*1): forse vale la pena aggiungere che questa maniera di ragionare e di autocorreggersi è tipica degli INTP.