«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
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martedì 7 settembre 2010

Poste Itagliane

Di seguito un episodio divertente capitato a un mio conoscente, che per semplicità chiamerò Mr. X, raccontatomi direttamente dall'interessato.

Mr. X, per lavoro, ha spesso bisogno dei moduli per spedire le raccomandate. Per qualche motivo che non mi è chiaro, questi moduli non possono essere distribuiti ad abundantiam (*) ma, anzi, ne vengono consegnati gratuitamente solo cinque, spesso ancora meno... Anche comprarli non è facile perché gli uffici postali, specie se piccoli, non ne hanno mai grosse scorte.

Per questo motivo, trovandosi vicino a un grande ufficio postale, Mr. X decise di provare a comprarne una discreta quantità.
Speranzosamente si rivolse allo sportello dove vengono venduti i gadgets ma lì gli fu detto di andare a un normale sportello.

Alla richiesta di Mr. X, l'impiegata fece subito notare che, per i clienti "business", questi moduli sono consegnati gratis (**). Mr. X però non è un cliente business così li deve pagare.
Ovviamente l'impiegata non aveva a portata di mano questi moduli così dovette andare nel "magazzino" per cercarli.
Dopo qualche minuto torna con un bel mazzo di moduli e quindi chiede "Ma quanti ne vuole?"
Mr. X risponde "una cinquantina..."
"Come facciamo..." - dice l'impiegata che, evidentemente, non ha voglia di contarli uno ad uno - " vediamo, un modulo pesa 2 gr. quindi, 50 moduli, sono 1 etto."
Così pesa sulla bilancia un etto di moduli per raccomandata e, nel dubbio, tipo pizzicagnola che vuole ingraziarsi un cliente, captatio benevolentiae (*), aggiunge una manciata di moduli per rendere l'etto abbondante.
Poi, cautamente, chiede - "Ma lei dove li ha comprati?"
"In un altro ufficio postale ma non ricordo quale..." - risponde Mr. X.
"Ma non si ricorda quanto costano?" - pone finalmente la vera domanda.
"Sinceramente non ricordo, ma poco..." - risponde Mr. X.
"Ah... come facciamo allora... senta, io non ho voglia di tornare al magazzino per controllare... siccome quelli del busness li regalano allora sa che faccio? Li regalo pure io!"

E così, redde rationem (*), Mr. X è tornato a casa col suo etto abbondante di moduli, felice per l'efficienza delle poste itagliane...
Per stabilire quanto questo comportamento sia un bene o un male, consiglio di confrontare questo esempio di mentalità italiana con quella olandese come descritto in Carnevale Olandese

Nota (*): Come scritto nel post precedente mi sono comprato una grammatica di latino e quindi, per un po', le locuzioni latine abbonderanno...

Nota (**): La parola "gratis" non è inglese! A sentire parlare gli italiani all'estero sembrebbe che, considerare "gratis" un vocabolo inglese, sia una credenza piuttosto diffusa... In realtà "gratis" è l'ablativo plurale di "gratia" e, originariamente significava, "per grazia" o "con grazia"...

lunedì 6 settembre 2010

O tempora, o mores! (*)

Durante il mio soggiorno in Olanda lavorai come contractor esterno presso l'EPTA.
L'EPTA è un'agenzia europea e, come tale, vi girano molti soldi e i suoi impiegati provengono dai diversi paesi, europei e non (c'è anche il Canada), che la sovvenzionano.

Per questo l'ambiente di lavoro è incredibilmente confortevole: non voglio dilungarmi in un excursus (*) che mi porterebbe fuori tema ma, per il lavoratore medio che viene dall'Italia, abituato a essere trattato più come una bestia da fatica che come una persona, l'ambiente dell'EPTA sembra un paradiso...

Inizialmente avevo molta soggezione verso coloro che vi lavoravono: ingenuamente pensavo che dovessero essere tutti mezzi geni per riuscire a trovarvi un impiego fisso. Dopo circa sei mesi mi accorsi però che, oltre a persone effettivamente in gamba, c'era anche una buona dose di elementi che, senza apparenti capacità o meriti, era comunque riuscita a fare carriera all'interno dell'EPTA.

Capivo, anche se a mio avviso avrebbe dovuto essere l'eccezione, che a volte, per circostanze fortuite, una persone non proprio meritevole riuscisse a farsi assumere ma, ingenuamente pensavo, avrebbe poi dovuto diventare chiaro ai suoi superiori che tale persona non fosse troppo dotata e che, come minimo, non avrebbe dovuto essere promossa!

Chiesi quindi lumi a una persona che lavora in EPTA da molti anni e che ne conosce quindi bene i meccanismi e i giochi di potere al suo interno.
Con mio stupore mi spiegò che, a volte, una persona non troppo capace, non potendo essere licenziata, veniva promossa dal rispettivo capo e passata ad altro incarico: in questa maniera il capo in questione si toglieva la mela marcia dal suo team passandola a un'altra divisione o dipartimento dell'EPTA.

Ingenuamente io rimasi molto scandalizzato. Pensai che solo in un ambiente idilliaco come quello dell'EPTA un incapace potesse far carriera senza averne alcun merito.
In Italia, o comunque in un ambiente di lavoro normale, certe cose non potrebbero mai succedere, pensavo.

E così ho pensato fino a ieri quando ho letto il seguente motto latino:

promoveatur ut amoveatur (*)

che significa "sia promosso purché sia allontanato" e indica che, il vero motivo per cui a volte un impiegato veniva promosso, fosse solamente perché non lo si voleva avere più vicino... Faccio notare che la frase è di origine tarda: della decadenza romana appunto...

Nota (*): Ieri, fra vari libri, ho comprato anche una grammatica latina che contiene un paragrafo con numerose locuzioni latine ancora usate in italiano: aspettativi quindi nei prossimi post un notevole incremento nell'uso della lingua dei nostri progenitori...

venerdì 3 settembre 2010

Nomen omen

Stanotte ho dormito male ma non troppo. Ma non è importante...

Mi chiedevo se anche il nome di questo blog, "Parole (meno) Sante", fosse un presagio.
Di natura riflessiva, nel corso degli anni, ho meditato su molti aspetti della vita giungendo a delle importanti conclusioni. Ho ragionato sopra vari aspetti dell'esistenza: sulla vita, sulla morte, sull'anima e su Dio.

So che suonerà immaturo e immodesto ma ho trovato la risposta ad ogni domanda: ognuno è libero di pensare che io stia scherzando o che, semplicemente, sia un idiota.

Per varie considerazioni, mi è piuttosto indifferente decidere se rivelare o meno al prossimo le mie conclusioni.

Chiedo quindi ai miei lettori se c'è da parte loro un interesse ad essere illuminati sotto tutti gli aspetti dell'esistenza. Se un numero congruo (*) di lettori si dichiarerà interessato potrei postare, via via, dei frammenti di Verità con inclusi dei commenti esemplificativi.

Chi è interessato mi faccia quindi sapere commentando su questo post.

Nota (*): un numero congruo, data la scarsità di lettori, sarebbe intorno a cinque...

giovedì 2 settembre 2010

Allergia all'altezza

Ieri volevo postare qualcosa ma, la seconda notte consecutiva insonne, mi aveva privato dell'entusiasmo necessario.
Fortunatamente stanotte ho dormito bene e ne approfitto quindi per una breve constatazione.

Di solito invecchiando, per quanto riguarda la salute, si cade dalla padella nella brace: ovvero, i problemi che si possono avere avuti da giovani, tendono a ingigantirsi e peggiorare.

Sotto questo aspetto, stranamente, io presento due eccezioni: le allergie e le vertigini.

In primavera, verso maggio-giugno, iniziavo a starnutire appena mettevo il naso fuori casa e continuavo, più o meno violentemente, per quasi tutta l'estate. Notoriamente poi, le allergie, aumentano e peggiorano con l'età.

Una volta trasferito in campagna (beh, a quel tempo, pendolavo, durante i week end, da Pisa e, quindi, respiravo pollini in abbondanza solo il sabato e la domenica!) le cose peggiorarono.
Un giorno che stavo starnutendo più del solito e avevo gli occhi gonfi e arrossati, la mamma mi propose di prendere una delle sue medicine, "molto potente", contro l'allergia (un antistaminico immagino). In genere evito di assumere qualsiasi medicina, tantomeno se non prescritta da un medico, ma quel giorno ero così ridotto male che accettai.
Già l'indomani stavo benone e, da allora, senza più prendere alcuna medicina, l'allergia mi provoca, in tutta l'estate, una manciata di starnuti.
Questo anno per esempio ho fatto solo DUE starnuti di origine allergica: lo ricordo bene perché ero andato a correre ed ero senza fazzoletto...

L'altra eccezione sono le vertigini: in realtà, non sono sicuro, forse queste migliorano con l'età, comunque segnalo la mia esperienza personale.

Fin da piccolino ho sempre avuto un po' di vertigini: non fortissime ma comunque apprezzabili.
Ricordo che, fino a qualche anno fa, arrampicarmi su una scala o lavorare sul tetto, mi dava una sensazione estremamente sgradevole.
Quando soli pochi anni fa, decisi di ripulire il tetto della casa dalle foglie, ricordo che, per raggiungere le grondaie, strisciavo carponi e, allungandomi tutto, con una mano, cercavo di ripulirle tastando alla cieca.
Proprio ieri (nonostante il sonno!) ho nuovamente ripulito le grondaie solamente che, invece di strisciare a due metri di distanza, me ne stavo tranquillamente accoccolato a mezzo metro!

Forse per le vertigini, almeno per i casi lievi come il mio, aiuta molto farci l'abitudine: a forza di salire su una scala il cervello si rende conto che il pericolo di cadere non è poi così alto e così smette di preoccuparsi inutilmente.