«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
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3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

mercoledì 23 maggio 2012

Lezione XXVII: Chi me lo fa fare?

Lo so, lo so... dovrei avere più pazienza e non abbattermi alle prime difficoltà, eppure...
Eppure oggi, durante la lezione, ho avuto la netta sensazione che i miei sforzi siano inconcludenti: cerco di impegnarmi, mi esercito, faccio dei micro progressi ma, sostanzialmente, sono sempre un cane che cerca di suonare una chitarra...

A cosa si deve tutta questa mia negatività? Analizzando oggettivamente i miei risultati mi accorgo che l'unica fonte di problemi è il brano Paranoid. Anzi, sugli accordi (vedi esercizio pattern) e i power chord (vedi esercizi potente 1, 2, 3 e 4) sono decisamente migliorato: anche col FA maggiore sono solamente un poco più lento che con gli accordi “normali”. Grazie al mio programmino (vedi corto Aggiornamento metroKGB) sono riuscito a “digerire” anche la ritmica del brano TNT (vedi Lezione XXVI) che ieri, ad esempio, ho eseguito a un onesto 58bpm...
Insomma delle “note” positive, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, ci sarebbero... Solo che, evidentemente, oggi sono in giornata storta e il bicchiere lo vedo invece quasi completamente vuoto...

Ricordate il corto Paranoid 1? In pratica avevo fatto un video con una mia esercitazione sul brano Paranoid. L'idea era quella di documentare i miei miglioramenti ogni, diciamo, quindici giorni: beh, domani sono quindici giorni ma i miglioramenti non si vedono. Per niente. Nulla di niente. Niente di nulla. Per nulla.
Io suono per conto mio e la base va per conto suo. Ogni tanto io l'inseguo e, altre volte, finisco per superarla: insomma esattamente come succedeva due settimane fa...

Ovviamente ne ho parlato al maestro che ha reagito dandomi due esercizi: per la verità il primo dei due me l'aveva già dato la scorsa settimana ma io l'avevo interpretato come “opzionale” o “quando ti capita” e non l'avevo mai eseguito.
L'esercizio, che dovrebbe servire a sviluppare il mio senso ritmico, consiste nell'ascoltare una canzone, ad esempio da YouTube, e nel cercare di identificarne il tempo battendolo con la mano. Infatti la batteria può suonare anche una ritmica molto complessa ma, prestando attenzione, si dovrebbe essere in grado di individuare quali sarebbero i “tic del metronomo” ovvero i suoi bpm. Per me, invece, la batteria della base di Paranoid è solo un rumore di fondo che non mi aiuta minimamente a tenere il ritmo.
In realtà sono scettico sull'efficacia di questo esercizio: anche perché, non potendo verificare se l'eseguo bene o male, finirò per farlo a casaccio...
Comunque proverò...
Il secondo consiglio è quello di eliminare, almeno momentaneamente, l'accordo sulle prime tre corde del dodicesimo tasto: il cambiare la posizione della mano mi fa perdere troppo tempo...
Beh, poi c'è anche un terzo consiglio, anzi un mio suggerimento che ha ottenuto l'approvazione del maestro: abbassare i bpm. Evidentemente i 50bpm sono ancora un po' troppi per me: proverò a 40...

A parte Paranoid abbiamo anche riguardato gli altri esercizi.
Come scritto sul pattern vado molto bene e il maestro si è complimentato per i miei progressi: l'unico problema è che tendo a eseguire la plettrata verso l'alto del secondo ottavo (¼ ¼ ⅛ ¼) troppo rapidamente. Cercherò di ricordarmene.
Ah, sempre in questo esercizio, mi ha cambiato il giro F|E|F|Am in F|E|F|G: dove il G lo dovrò eseguire col barrè sul modello del F; inoltre il E lo dovrò eseguire semplicemente traslando medio, anulare e mignolo di un tasto. Non mi pare complicato ma dovrò farci pratica.

Al riscaldamento mi ha aggiunto un esercizio di ritmica sul modello dell'esercizio Potente 4 (la base di Final Coundown degli Europe) da fare sulla sesta corda, su tasti a mio piacimento, per circa 3 minuti. La ritmica è anzi ancora più semplice di quella di FC perché è stata ulteriormente semplificata: 1/8 1/16 1/16 1/8 1/16 1/16 1/8 1/16 1/16 1/8 1/16 1/16
Devo anche fare attenzione alla direzione delle plettrate: giù, giù, su etc..

Tanto per demoralizzarmi ulteriormente mi ha dato anche un nuovo esercizio, che ho chiamato Orecchio, utile in teoria per fare “ear training”. In pratica si tratta di imparare a distinguere una “quarta” da una “quinta giusta” che, tradotto dalla convoluta terminologia musicale, significa data una nota riconoscere se la successiva è a distanza di 5 o 7 semitoni. Quindi, se la prima nota è sulla 4°, 5° o 6° corda, la “quarta” sarà sempre posizionata sullo stesso tasto della corda inferiore mentre la quinta giusta sulla corda inferiore ma spostata di due tasti verso il ponte (come nel power chord bicorde).
L'esercizio consisterà nel suonare la sequenza DO (3° tasto, 5° corda), LA (5° tasto, 6° corda), FA (1° tasto, 6° corda) e SOL (3° tasto, 6° corda) seguiti prima dalla “quarta” e poi dalla “quinta giusta”. Dopo ogni esecuzione dovrò cercare di risentire mentalmente il suono appena emesso per essere poi in grado di riconoscerlo.
Ma... sono molto scettico sulla mia capacità di imparare qualcosa con questo esercizio...
Comunque proverò...

Infine mi ha dato un nuovo brano: invece che essere basato su singole note è composto da accordi. Si tratta di Wind of Change degli Scorpions.
La sequenza principale è C (4/4), Dm(4/4), C(4/4), Dm(2/4), Am(1/4), G(1/4)
Ecco se mi riuscisse suonarla decentemente mi ritirerei su il morale...
...ma ne dubito...

martedì 22 maggio 2012

Maggio 2001

Questo mese un po' me ne ero dimenticato e un po' non avevo avuto voglia: in effetti l'idea mi era parsa molto più divertente quando iniziai questa serie...
Pazienza: la fine del mondo si avvicina ed è giusto che documenti come l'avevo prevista undici anni fa.

Motto di Maggio: "La donna è mobile come una madia al vento (*1)"

Santi:
2 San Sepolto
3 San Java
4 Santa MBRGRP martire (in Frigia II d.C.)
7 San Zucker
8 Santa Irpef
9 Santa Iva
10 San Casino vescovo
11 Santo Io Bono martire
14 San Erectio martire
15 San Gufo
16 Santa Oca
17 Santa Rancorosa
18 San Zoccolo
21 San Belin abate vergine
22 Santa Mamma
23 San Cula
24 San Rin Tin Tin
25 San Boia vescova
28 San Server
29 San Obito defunto
30 San Isidoro
31 San Cogolo di Pejo

Note ai Santi:
Il sinassario di questo mese è decisamente scadente: non c'è praticamente una singola voce veramente divertente. Un mezzo sorriso mi è stato dato dall'autoironia di “San Erectio martire”, da “Santa MBRGRP” (una password) e dal cinofilo “San Rin Tin Tin”. “San Zucker” era chiaramente una premonizione di FB. “Santa Oca” e “Santa Rancorosa” codificano il numero di una targa automobilistica! “Cogolo di Pejo” è una sorgente d'acqua usata (almeno all'epoca) dalla San Pellegrino...

Pagina di esempio:

Note alla pagina:
Uhm... questo mese ero decisamente impegnato col Visual Basic (beh, a parte un'estemporanea lezione su Java). Ricordo con piacere quel periodo anche se, da quel che vedo, mi erano stati affidati dei task piuttosto ripetitivi...
In effetti è comprensibile: all'epoca non ero affidabilissimo perché cercavo più di lavorare velocemente che in maniera corretta (*2). Poi, finita una classe, andavo nell'ufficio della mia responsabile, Marisa, e testavamo il mio lavoro. Era divertente perché, in realtà, mi limitavo a guardare mentre Marisa faceva i test: lei si divertiva, forse per impressionarmi (e io ne ero in effetti molto impressionato) a scrivere più velocemente di quanto il computer riuscisse a visualizzare sullo schermo (*3) e mi trovava sempre qualche cosuccia che non andava bene perché, sostanzialmente, non avevo avuto voglia di fare per conto mio dei banali controlli...
La cosa più divertente era quando trovavamo un baco imprevisto: lei faceva ipotesi razionali e sensate mentre io ero sempre orientato verso la congiura paranoica di strane interazioni fra diverse componenti (comunque possibili seppur improbabili). Una volta, a una mia ipotesi particolarmente farraginosa per spiegare un anomalo comportamento del software, mi rispose: “Se hai ragione tu allora mollo tutto, mi compro un gregge di pecore e vado a fare il pastore!”. E poi era sempre tranquilla (anche quando c'era qualche problema non alzava mai la voce...) e faceva battute (mettendosi a ridere prima di terminarle!)...
Ehm, parlo di Marisa al passato perché, in teoria, adesso potrebbe essere cambiata ma, a quel che mi risulta è ben viva e vegeta! Anzi: ciao Marisa!

Nota (*1): che significa che non è mobile affatto. In realtà avrei dovuto precisare che questo è vero solo in riferimento alla pervicace ostinazione a non innamorarsi di KGB...
Nota (*2): solo anni dopo, quando mi ritrovai a lavorare da solo invece che in un team, diventando quindi direttamente responsabile del mio lavoro, iniziai a essere molto preciso e affidabile...
Nota (*3): i nostri computer erano quel tanto recenti da funzionare con tutte le applicazioni ma, comunque, sempre un po' sottodimensionati come potenza da faticare col multitasking...

domenica 20 maggio 2012

Il Conte di Montecristo


Finalmente ho finito di leggerlo (*1)!

Per chi non conoscesse la trama la storia narra le vicende di un giovane per bene, Edmond Dantès, che viene fatto incarcerare a causa delle macchinazioni di quattro persone: un magistrato “politicizzato”, un rivale in amore, un collega di lavoro e un vicino di casa. Il giovane rimane in carcere per 14 anni e là conosce l'abate Faria, una specie di genio che gli insegna di tutto (lingue, matematica, chimica, etc) e soprattutto gli fornisce le indicazioni per raggiungere il nascondiglio di un immenso tesoro, nascosto secoli prima, nell'isola di Montecristo. Dantès riesce finalmente a evadere e a impadronirsi del tesoro: dedica quindi i successivi dieci anni a vendicarsi dei quattro uomini che avevano causato la sua rovina.
In realtà il romanzo si concentra sui sei mesi finali quando il protagonista si trasferisce a Parigi dove abitano i suoi tre acerrimi nemici (al quarto, il vicino di casa, viene concesso il beneficio del dubbio ma poi, con le sue stesse azioni, dimostrerà la propria bassezza di spirito...).

Di questo bel librone di quasi 900 pagine scritte in piccolo ne avevo già parlato in Due cosine. All'epoca, dopo aver letto le prime cento pagine circa, ero piuttosto perplesso: l'inizio mi era sembrato molto debole e pretestuoso... Mi riferisco al coinvolgimento del vicino di casa e del collega di lavoro nell'incastrare Dantès: un rischio troppo grande per un guadagno minimo.
Però, diciamo dal decimo capitolo in poi, non ho trovato incongruenze che mi abbiano infastidito: certo, come un amico mi ha catechizzato, si tratta di un romanzo tipico del romanticismo dove l'eccessivo diventa l'ordinario e l'umile pescatore, in occasioni solenni, può declamare frasi degne di Shakespeare... ma, se si accetta questo aspetto come una caratteristica dello stile del tempo invece che come un difetto, non ci sono problemi!

Nel post sopraddetto avevo già osservato come, da numerosi particolari, trasudasse una notevole conoscenza da parte dell'autore sia dell'Italia che di problematiche a essa collegate come la relazione fra italiano e dialetto toscano...
La biografia di Dumas conferma questa sensazione: negli anni immediatamente precedenti la stesura di questo romanzo aveva compiuto molteplici viaggi in Toscana e a Roma.
Continuando nella lettura mi è anche venuto il forte sospetto che, nello stesso periodo, avesse fatto la conoscenza dei “Promessi sposi” del Manzoni pubblicata una ventina di anni prima e, suppongo, quest'opera fosse una specie di “must read” per qualunque intellettuale straniero interessato all'Italia...
Ho questa sensazione per i pressanti riferimenti alla Provvidenza della seconda parte del libro. In realtà, a differenza dei “Promessi Sposi”, la Provvidenza qui mi pare solo una scusa per nobilitare la vendetta del protagonista verso i suoi carnefici. Dantès afferma di essere lo strumento della Provvidenza ma, se si analizzano attentamente le varie situazioni, ci si accorge di innumerevoli contraddizioni filosofiche che invece, nell'opera del Manzoni, non ci sono...

Un'altra intuizione che ho avuto riguarda la stesura delle varie parti del libro: sottolineo che si tratta solo di una mia ipotesi che non ho provato nemmeno a verificare su wikipedia perché non voglio farmi influenzare!
L'ipotesi è la seguente: inizialmente il libro doveva iniziare dal capitolo XXXI ; in altre parole tutto il primo quarto del romanzo è posteriore.
Lo si capisce dal brusco cambio di stile (questi capitoli sono molto più lunghi degli altri) e, soprattutto, da una grande anomalia della trama: il personaggio di Franz d'Epinay. Non sto a entrare nei particolari ma a questo personaggio viene dato un grande spazio dal capitolo XXXI al XXXVIII tanto che pare dover essere uno dei protagonisti della storia. Invece no! Dal capitolo XXXIX in poi sparisce e viene nominato di tanto in tanto: fa solo una comparsata verso il finale del libro...
La mia sensazione è che originariamente l'autore volesse mantenere ignote l'origine e le motivazioni del conte di Montecristo (il nome che prende Edmond Dantès dopo essere diventato ricchissimo): il racconto fornisce infatti il punto di vista del giovane Franz e, in misura minore, del suo amico Albert (figli o comunque collegati ai carnefici di Dantès) e il conte è visto come una figura molto ambigua tanto che Franz non si fida di lui nonostante lo abbia trattato sempre benissimo.
A mio parere Dumas aveva già in mente che il conte colpisse i suoi nemici attraverso i loro figli e, a forza di pensare a come giustificare il motivo di tanto odio, aveva sviluppato l'idea delle grandi ingiustizie subite e della lunga carcerazione di Edmond: l'idea è talmente buona che l'autore trasforma il conte di Montecristo da personaggio malvagio, o almeno molto ambiguo, a protagonista positivo e, contemporaneamente, si libera di Franz che è diventato inutile (probabilmente doveva essere lui il protagonista buono che smaschera il conte).
Ripeto: è solo una mia ipotesi nata dopo una prima lettura dell'opera e non l'ho minimamente verificata!

Infine un ultimo particolare mi ha colpito: ho accennato che fra i nemici di Dantès c'è anche un “rivale in amore”? Beh, c'è anche l'ex fidanzata Mercedes, che il protagonista avrebbe dovuto sposare pochi giorni dopo essere stato arrestato: questa, dopo un anno di vana attesa del ritorno di Dantès, ne sposa il famigerato rivale dal quale ha anche un figlio.
Tutto sommato lei mi era apparsa più come una vittima (all'epoca aveva 17-18 anni ed era orfana) delle circostanze che una colpevole: invece l'autore le rinfaccia il fatto di non aver atteso Dantès o, se pensava che fosse morto, di non essersi uccisa anch'essa...
Sul finale mi aspettavo che Dantès la perdonasse e lei, rimasta vedova a 39 anni, si risposasse con lui: invece no. Dantès sì la perdona ma a sposarla nemmeno ci pensa! Anzi, nel finale, prende per moglie la sua bella schiava diciassettenne (tutte le donne del libro si sposano a 17 anni!) che per tutto il resto del libro aveva detto di amare solo come “una figlia”...
Insomma per il gusto moderno, o magari solo per il mio, questo non mi pare il miglior lieto fine...

Nota (*1): “Il conte di Montecristo” di Alexander Dumas, Ed. Newton Compton Editori, 2010, trad. di S. Di Martinis

sabato 19 maggio 2012

Risultati urne

Accidenti al sondaggio del Valdarnopost.it (vedi Elezione monolocale) che mi aveva illuso!
Infatti non avevo grandi aspettative quando decisi di andare a votare per una qualunque lista locale nel tentativo di punire i partiti che sostengono il governo Colline (*1)...
Leggendo il sondaggio, che del resto non era scientifico, speravo però che nel mio comune si arrivasse almeno al ballottaggio: invece no. Il solito partito che da queste parti, dal dopoguerra a oggi, è ininterrottamente al potere ha vinto senza sforzo. Il movimento 5 stelle ha fatto un buon risultato, intorno al 12% mi pare, ma niente di eccezionale...

Nel resto d'Italia le cose sono andate, fortunatamente, un po' meglio...

La destra ha pagato fortemente l'appoggio al governo.
La sinistra ha perso ma molto meno: credo che, quantunque gli elettori di sinistra non amino Colline, siano ancora in una comprensibile fase psicologica in cui non si rendano conto di essere di essere caduti dalla padella (Berluska) nella brace (Colline). Scrivo "comprensibilmente" perché, nella visione della maggior parte dei media, il Berluska veniva dipinto come l'origine di tutti i mali dell'Italia: per chi, legittimamente, credeva a questo punto di vista è ora difficile accettare che ci sia ben di peggio...
Perde anche la Lega e questo un po' mi dispiace perché, almeno ufficialmente, non sostiene il governo Colline: ovviamente la ragione è la perdita di credibilità nei confronti dei propri elettori a causa dello scandalo dei rimborsi elettorali usati dalla famiglia Bozzi per scopi privati (*2).
Perde anche l'IDV: questo è più difficile da spiegare visto che, almeno ufficialmente, non sostiene Colline. Forse gli elettori del partito che aveva la sua essenza nell'essere “contro Berluska” sono rimasti più spiazzati degli altri a ritrovarsi Colline al potere? Forse si aspettavano un'opposizione ugualmente veemente contro Colline? O semplicemente, con la caduta del Berluska, è venuta meno la sua ragione d'essere?

Non so se si possa parlare di test superato da parte del governo Colline: mi sembra più un 5 o un 5½ , insomma un “rinvio a settembre” per gli esami di riparazione. In pratica ha solo il sostegno, molto poco convinto, degli elettori di sinistra che probabilmente si ridurrà ulteriormente a fine anno quando le tredicesime saranno mangiate dall'IMU, da nuove tasse, aumenti IVA e benzina...

Nota (*1): È vero: io stesso in un qualche vecchio post ho sostenuto che, in una democrazia funzionante, i cittadini che votano alle elezioni locali dovrebbero valutare solo i candidati sindaci per quello che hanno fatto (o propongono di fare) senza lasciarsi influenzare dalla situazione politica a livello nazionale. Quanto ho scritto è vero: ma nella mia affermazione c'è un inciso fondamentale: bisogna essere in “una democrazia funzionante”. Il governo Colline è un'anomalia democratica: è un governo non votato dagli italiani che, come ulteriore beffa, lavora attivamente per impoverirli a beneficio di pochi (poteri forti). Siccome mi ritengo piuttosto pragmatico e considerata l'eccezionalità della situazione, ho espresso il mio voto locale nell'ottica della situazione politica nazionale...
Nota (*2): E comunque i media sono ben più che contenti di poter indebolire un avversario del governo Colline: insomma si fanno titoloni in prima pagina per 5000€! Certo Bozzi ha sbagliato ma sarebbe onesto riferire i fatti delle notizie nel loro giusto ordine di grandezza. Cioè alla Lega gli ammanchi sono dell'ordine delle centinaia di migliaia di euro ma in altri partiti (non ricordo quale di preciso...) gli ammanchi sono stati di diversi milioni! Quindi perché si dà dieci volta più risalto ai fatti della lega piuttosto che a quelli dell'altro partito? Io ci vedo il solito uso politico delle notizie da parte dei media...