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lunedì 5 dicembre 2011

Welfare illusionista

Titolo volutamente ingannevole: non tratterò della politica economica del governo (un post di questo genere lo posterò domani credo) ma di un piccolo mistero che riguarda il ministro del lavoro e delle pari opportunità...
L'allusione del titolo riguarda la sua capacità di scomparire e riapparire a volontà come se fosse un illusionista/prestidigitatore...

Domenica ho come sempre sbirciato la prima pagina di Repubblica.it e Corriere.it la solita dozzina di volte e sono rimasto colpito da un titolo che pressapoco suonava “Niente donne nella delegazione dei giovani e il ministro Fornero si alza e se ne va”.
Incuriosito ero andato a leggere l'articolo dove, inequivocabilmente, si leggeva che “prima di andarsene” aveva “spiegato” ai giovani “che così non si può andare avanti!”. Io avevo sommariamente pensato: “questa donna è un isterica” (*0). Era infatti giusto far notare la mancanza di donne nella delegazione ma completamente sbagliato alzarsi e andarsene...

Stamani, non ricordo come, mi è capitato di parlarne con mio padre che subito si è inalberato: “Ma ti pare possibile che un ministro si comporti in quel modo?! Ti sbagli oppure è una notizia falsa!”.
Eppure l'articolo mi aveva colpito ed ero sicuro di non sbagliarmi; inoltre, provenendo da giornali “amici” come il Corriere e Repubblica, non avevo motivo di dubitare che i fatti si fossero svolti in quel modo.

Così, appena ho potuto, ho ricontrollato sia il Corriere.it che Repubblica.it ma, con mio rammarico, gli articoli non erano più presenti sulla prima pagina. Ho provato quindi a fare una ricerca con i motori dei relativi siti: in effetti ho trovato gli articoli che cercavo ma questi non facevano più alcuna menzione del fatto che la ministra se ne fosse andata o meno!

Eppure io ero sicuro dei miei ricordi... Così ho pensato di fare una ricerca con Google (parole chiave “Fornero giovani corriere”) e ho ottenuto la seguente schermata (*1):

Il link fra parentesi verde è l'articolo che ho trovato facendo la ricerca dal motore del corriere.it ed è quello dove non c'è menzione che la ministro abbia disertato l'incontro.
Il link fra parentesi rosse (http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Politica/2011/12/04//fornero-donne-giovani_full.shtml) porta alla seguente schermata (*2) (che per prudenza, nel caso venisse rimossa, ho provveduto a copiare...):

Qui si vede chiaramente che non avevo avuto un'allucinazione!

Che conclusioni se ne può trarre?
Mio padre pensa che si sia semplicemente trattato di un errore (“è impossibile che un ministro si comporti in quel modo!”) prontamente corretto...
A me tale spiegazione semplicistica non mi convince: prima di tutto l'errore, se di errore si tratta, era riportato su più fonti (sempre grazie a Google è possibile vedere che molti altri media riportavano il fatto che lei “se ne fosse andata”) e, come detto, da giornali “amici” (se, ad esempio, avessi letto la medesima notizia sulla Padania sarei stato molto più sospettoso...).
Inoltre, se di errore si è trattato, allora perché non c'è stata una rettifica bella chiara? Qualcosa del tipo: “Il ministro, dopo aver precisato il suo dissenso, NON ha lasciato l'incontro con i giovani”. Invece, semplicemente, si evita di non menzionare se abbia lasciato o meno la riunione...
La mia teoria (come al solito un po' paranoica) è che i giornali, visto che l'episodio rischiava di mettere in cattiva luce non un singolo ministro ma l'intero governo, abbiano ricevuto l'ordine di mettere il “silenziatore” a questa storia (*3)...

In conclusione ci sono tre possibilità: la Fornero se ne è andata e i giornali cercano di nascondere la sua gaffe (mia ipotesi paranoica), la Fornero non se ne è andata (errore in buona fede subito corretto) oppure una via di mezzo (tipo: ha abbandonato l'incontro per qualche minuto e poi è ritornata...)...
Ai lettori l'ardua sentenza!


Nota (*0): oltretutto mi sono appena reso conto che la Fornero è anche quella che si è messa a piangere alla presentazione della manovra... che sia un tantinello emotiva?
Nota (*1): ho riprovato 5 minuti dopo da un altro computer e fra i link trovati era sparito quello più “interessante”: fortunatamente, essendo paranoico, avevo fatto un printscreen...
Nota (*2): non so se è normale ma c'è solo il titolo, il suo occhiello e 165 commenti ma non l'articolo vero e proprio...
Nota (*3): al riguardo ho trovato solo un link che riferisce della notizia apparsa sul televideo RAI dove è riportato un comunicato del ministro dove si viene precisato di non aver mai lasciato l'incontro...

sabato 3 dicembre 2011

Tomba vs cenotafio

Ieri è stato il primo anniversario della morte dello zio Gip. Non ho fatto niente di eccezionale al riguardo: dopo cena sono sceso nel salottino dove conservo le sue ceneri (vedi terzultima foto in Libri di casa), ho acceso il camino e una bella candela e mi sono messo a leggere Tucidide. Ricordi e riflessioni emergevano spontanei di tanto in tanto come in un silenzioso dialogo.

Ho fatto una veglia ma non sono un appassionato di pellegrinaggi ai cimiteri: la tomba in se stessa non mi suscita grandi emozioni. So che lì sono custoditi i resti della persona cara ma per me tali resti sono ben poca cosa: non hanno niente a che vedere con coloro a cui ho volute bene. Vedo il corpo, o ciò che resta di esso, solo come un vecchio vestito non come la persona stessa.
Quando vado al cimitero non mi sento più “vicino” al defunto di quanto non mi sentirei standomene, ad esempio, in giardino a casa.

Forse questo dipende anche dal fatto che, avendo un'ottima memoria fotografica, mi basta chiudere gli occhi per rivivere ogni ricordo. E sono ricordi intensi capaci ancora di farmi emozionare.

Anche per la tomba della mamma è così: non solo durante l'anno, ma anche per anniversari e ricorrenze, non mi sfiora neppure l'idea di andare a visitare il cimitero. E il vedere che altri lo fanno, dato il mio carattere “non molto” influenzabile, mi rimane indifferente: lo rispetto ma non mi sento spinto all'imitazione.

E allora come spiegare la mia pantomima davanti alla cassetta con le ceneri dello zio?
Semplice: per me tale scatola è solo un simbolo, una sorta di cenotafio. Che contenga o meno le sue ceneri mi è indifferente ma, in questa sera speciale, rappresentava lo zio che, seduto di fronte a me, mi sorrideva.

La mia veglia è proseguita fino alla mezzanotte alternando Tucidide a brevi esercizi con la chitarra (oltre che ad alimentare di tanto in tanto il focolare). A quell'ora ho spento la luce e sono rimasto in attesa con la sola compagnia della candela e degli ultimi bagliori del fuoco morente.
Non sapevo quanto rimanere ancora alzato: lo zio era morto da solo e io, questo anno, volevo essergli, almeno spiritualmente, accanto. Il problema è che non sapevo l'ora della morte: nella mia fantasia l'immaginavo nelle prime ore dopo la mezzanotte ma senza un riferimento più preciso...

Poi alle 00:58, proprio sotto i miei occhi, parte della candela è collassata su se stessa e io ho capito che era giunto il momento di andarmene a letto...

giovedì 1 dicembre 2011

Autogufata

Non so: forse è perché ho scritto (o almeno avevo pensato di farlo...) su FB che erano tre giorni che dormivo benissimo ma ormai sono due notti che dormo schifosamente...
Ben mi sta: così imparo a scrivere (o a pensare di farlo...) che dormo bene!

3P 2-Dicembre-2011
Oggi ho impacchettato tre regali: mi sono venuti uno peggio dell'altro (i pacchetti)...

Menomo di visite 4-Dicembre-2011
Oggi, alle 20:26, non ho avuto ancora nessuna visita sul mio blog!!!
Oramai spero che nessuno mi sciupi questo "menomo" (vedi punto 13 di Marianna)...
Edited: Alle 20:52 c'è stata una visita: record sfumato... Colpa mia che avevo cantato vittoria troppo presto ma non resistevo alla tentazione di usare la parola "menomo"...

Ricaricaa!!! 8-Dicembre-2011
Oggi, dopo reminder cartacei e telematici del mio "preoccupatissimo" gestore, mi sono finalmente ricordato di ricaricare il mio telefonino!
Infatti non uso molto il telefonino e una carica mi dura, anzi mi durerebbe, più di un anno. Solo che se in tale periodo non si effettua una ricarica si perde il proprio numero: e io almeno un paio li ho persi in questa maniera...

La notte degli spiedini viventi 11-Dicembre-2011
Ieri sera ho avuto degli amici a cena e così ho pensato bene di fare i miei "famosi" spiedini (vedi Appello per gli spiedini). Il problema è che quando mangio troppo la sera il cibo torna a tormentarmi durante la notte non facendomi dormire...
Ma ecco gli spiedini assembalati da me uno a uno (in media 3 minuti: fate voi il calcolo del tempo!)

Marianna

Ho finito di leggere il primo romanzo, “Le tigri di Mopracem”, della raccolta di Salgari su Sandokan (vedi Compulsioni collaterali). Quanti ricordi! Anzi, frammenti di ricordi: immagini colorate come le figurine di un album o poco più...
Probabilmente non ricordo lo sceneggiato RAI ma i numerosi film che furono fatti in seguito o forse, davvero, le immagini di un album di figurine che uscì per l'occasione...
Leggendo il romanzo mi sono ricordato particolari della storia che non pensavo più di sapere: su tutti Marianna, dal nome quasi perfetto, chiamata la Perla di Labuan!

La trama del romanzo è lineare ma ricca d'azione e di colpi di scena. Il protagonista è Sandokan e, al 99%, sono le sue vicende che vengono costantemente “seguite” dal libro. La tendenza attuale, almeno nei fantasy, è quella di descrivere il punto di vista di più personaggi: però Salgari scriveva romanzi a puntate per i giornali ed è quindi probabile che la trama lineare (e quindi facile da seguire anche se si perde un episodio) e il singolo punto di vista fossero dei requisiti imposti dagli editori...

Non starò qui a raccontare la trama, che tutti più o meno conoscono, ma voglio elencare una lista di parole e scelte grammaticali che mi hanno colpito e chi mi sono appuntato.
La prima versione del romanzo è infatti del 1884 (si tratta di una delle prime opere di Salgari) e ovviamente i termini vetusti sono all'ordine del giorno: come vedrete però ho evidenziato particolari più interessanti...

  1. “colla” e “pel”: che stanno per “con la” e “per il”. Il primo termine magari non è frequente ma credo sia ancora usato, il secondo invece mi suona proprio buffo! E non si tratta di termini usati occasionalmente: Salgari li usa sistematicamente.
  2. “rattenere” (*1): al posto di “trattenere”. La prima volta che l'ho incontrato ho pensato a un refuso ma, siccome i tigrotti della Malesia “rattengono” spesso il fiato, ho capito che non si trattava di un errore!
  3. “Nol farete!”: che sta (credo!) per “non lo farete!”
  4. “più mai”: invece che “mai più” (anche questo usato sistematicamente)
  5. “posdomani”: per “dopodomani”
  6. “mercé + compl. oggetto al posto di “grazie a”. Ad esempio: “mercé l'oscurità fuggì” invece di “grazie all'oscurità fuggì”
  7. “Pombo”: secondo una nota del libro si tratta di un neologismo di Salgari usato per indicare il “pompelmo”. Suppongo che all'epoca, almeno in Italia, non fosse conosciuto: controllando su wikipedia ho scoperto che il frutto, a differenza di tutti gli altri agrumi, non proviene dall'Asia sudorientale ma dal centro America (quindi Salgari aveva preso un granchio facendolo crescere spontaneamente nella giungla asiatica!) dove fu “scoperto” dagli europei nel 1750 e “per lungo tempo” fu usato solo come pianta ornamentale.
  8. “Sollucchero”: era tanto che non sentivo questa parola però ricordo che mia nonna (del 1912) l'usava abbastanza spesso!
  9. “Quadrumane”(*2): sul momento pensavo fosse sinonimo di “quadrupede” poi, dal contesto, ho capito che è sinonimo di “scimmia”
  10. “sacripante”: ecco da dove i Gialappa hanno dissotterrato il termine!
  11. “frutta grosse”: invece di “frutta grossa”. Il problema è che il plurale di “frutta” rimane “frutta” però Salgari accorda comunque l'aggettivo al numero: magari è corretto ma a me suona male...
  12. Similmente il participio viene accordato con l'oggetto e non col sogetto. Esempio: “Sandokan ha fasciatA e curatA la mia ferita?” invece di “Sandokan ha fasciatO e curatO la mia ferita?”. A me la prima versione suona male ma mio padre la ritiene accettabilissima (*3): immagino che solo recentemente la seconda forma stia prendendo il sopravvento...
  13. “menomo” (*4): al posto di “minimo” (sistematicamente!)
  14. La particella riflessiva “si” è spesso attaccata in fondo al verbo invece che in fronte a esso. Esempi: “Sandokan eraSI appena svegliato”, “l'isola smarrivaSI fra i flutti”
  15. “Impazientirsi” al posto di “spazientirsi”! Mi ha colpito perché, al mio orecchio, impazientirsi suona come “accumulare pazienza” (*5)...

Un commento a parte merita un'annotazione “araldica”. Molto spesso Sandokan, noto come la tigre della Malesia, paragona se stesso a una tigre e gli inglesi a leopardi e molto più raramente (mi pare una volta sola ma potrei sbagliarmi) a leoni.
Come mai questo riferimento ai leopardi?
Il fatto è che nello stemma dell'Inghilterra (vedi qui) sono rappresentati tre leopardi dorati su fondo rosso. Questo spiega i leopardi ma allora perché, ancora oggi, si parla dei “leoni” inglesi?
Anche l'araldica è soggetta alle mode: durante l'alto medioevo il re degli animali era considerato l'orso (il signore della foresta del nord Europa) e non il leone (*6). Così nell'araldica l'orso era molto comune. Lentamente però il leone, associato al Cristo, iniziò a prendere piede mentre l'orso iniziò a essere associato alla lussuria e a simbolo del paganesimo (contrapposto al leone cristiano). Così, anche nell'araldica, il leone iniziò a sostituirsi all'orso (*7).
Come scritto lo stemma inglese raffigura tre leopardi. Col tempo il leopardo iniziò però a essere considerato la versione peggiorata del leone: un animale nato dall'accoppiamento di una leonessa con una pantera, un “cattivo” leone insomma. Così nel XIV secolo, durante la guerra con la Francia, la monarchia inglese venne spesso sbeffeggiata dai francesi a causa dei leopardi del suo emblema. Fu allora che il re inglese, stufo degli sberleffi, decise di risolvere la questione: invece di cambiare lo stemma fu semplicemente deciso che i “leopardi” fossero chiamati “leoni”.
Per questo motivo si parla popolarmente dei leoni inglesi mentre in araldica sono ancora oggi chiamati leopardi!
Insomma Sandokan era un pirata molto edotto a chiamare gli inglesi “leopardi”!

Nota (*1): ho verificato che il vocabolario considera il termine letterario e derivante dal latino “retinere”. “Rattenere” è quindi imparentato con “ritenere”.
Nota (*2): secondo il vocabolario: “scimmia con quattro mani”
Nota (*3): mi pare di ricordare che anche sul sito dell'Accademia della Crusca fosse specificato che entrambe le forme siano corrette... In effetti più lo rileggo e più “Sandokan ha fasciatA e curatA la mia ferita?” mi suona accettabile. Ipotizzo che il participio si accordi con il termine al quale si vuol dare più rilievo: nell'esempio alle ferite invece che a Sandokan...
Nota (*4): secondo il vocabolario è un termine toscano: io non l'avevo mai sentito...
Nota (*5): riflettendoci è però evidente che è collegato a “impazienza”...
Nota (*6): paese che vai, usanza che trovi: in Africa il re degli animali è l'elefante e non il leone!
Nota (*7): per la cronaca venne poi il tempo dell'aquila che, da stemma personale dell'imperatore Federico il Barbarossa, passò a simboleggiare l'impero...