«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
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Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

venerdì 4 febbraio 2011

Puke-Poker-2

Ricordate il post I kamikaze del poker?
In esso esprimevo una mia teoria secondo la quale un giocatore di poker bravo in un tavolo con altri 8 principianti che giocano a casaccio rischia di perdere perché il gioco diventa troppo casuale.

La mia teoria si basava su poche partite nelle quali, pur giocando bene, uscivo sconfitto contro avversari che giocavano molto male e compivano scelte illogiche.

Concludevo il post con la mezza idea di costruire una simulazione per confermare questa mia teoria (*1). Bene, poco dopo costruii effettivamente un modello per effettuare la simulazione. Di seguito i miei risultati.

Idealmente avrei dovuto costruire un modello che rispecchiasse tutte le caratteristiche del poker ma, ovviamente, sarebbe stato troppo difficile. Così ho adottato un modello semplificato che evidenziasse solo le caratteristiche che reputavo fondamentali. Così ho immaginato un nuovo gioco chiamato Puke-Poker (*2). In questo gioco ogni giocatore riceve una mano con forza da 20 a 100. Ogni giocatore può poi decidere se scommettere oppure abbandonare. Fra tutti i giocatori che scommettono vince chi ha la mano più forte e tutti gli altri sono eliminati. Il gioco continua col vincitore della mano e tutti quelli che non avevano scommesso.
Nella mia simulazione ogni giocatore è caratterizzato da un certo livello di abilità. In base al livello di abilità il giocatore deciderà se scommettere oppure no. In particolare se la forza della mano è superiore all'abilità allora il giocatore scommetterà. Ad esempio un giocatore con abilità 30 giocherà mani di forza da 31 in su. Un giocatore di abilità 65 giocherà solo le mani di forza da 66 in su. In pratica i giocatori deboli giocheranno quasi tutte le mani mentre quelli bravi giocheranno solo le mani più forti.

Ecco i risultati ottenuti simulando 10000 tornei con giocatori di tutti i livelli di abilità:

Tornei disputati: 10000
Giocatore 1, Skill 70: Mani-> 8141 Tornei-> 3083
Giocatore 2, Skill 65: Mani-> 8856 Tornei-> 2100
Giocatore 3, Skill 60: Mani-> 7977 Tornei-> 1535
Giocatore 4, Skill 55: Mani-> 6054 Tornei-> 972
Giocatore 5, Skill 50: Mani-> 5206 Tornei-> 708
Giocatore 6, Skill 45: Mani-> 4470 Tornei-> 552
Giocatore 7, Skill 40: Mani-> 3648 Tornei-> 397
Giocatore 8, Skill 35: Mani-> 3387 Tornei-> 336
Giocatore 9, Skill 30: Mani-> 3155 Tornei-> 317

Il giocatore più bravo, prevedibilmente, vince più tornei (quasi il 31%). Il giocatore più scadente si deve accontentare invece di vincere solo il 3% dei tornei. Da notare come il giocatore 2, di poco più debole del più forte, vinca più mani ma di gran lunga meno tornei del primo (21%).

Poi ho provato a vedere cosa succedeva a sostituire i giocatori più deboli con altri via via ancor più deboli.
Nel seguente caso ho abbassato l'abilità dei giocatori 6, 7 e 8 a 30:

Tornei disputati: 10000
Giocatore 1, Skill 70: Mani-> 8406 Tornei-> 3109
Giocatore 2, Skill 65: Mani-> 9325 Tornei-> 2221
Giocatore 3, Skill 60: Mani-> 8013 Tornei-> 1485
Giocatore 4, Skill 55: Mani-> 6511 Tornei-> 1090
Giocatore 5, Skill 50: Mani-> 4983 Tornei-> 723
Giocatore 6, Skill 30: Mani-> 3082 Tornei-> 320
Giocatore 7, Skill 30: Mani-> 3392 Tornei-> 346
Giocatore 8, Skill 30: Mani-> 3501 Tornei-> 368
Giocatore 9, Skill 30: Mani-> 3207 Tornei-> 338

La percentuale di vittorie del giocatore 1 non cambia molto.
Infine ho lasciato solo il giocatore forte con 8 deboli:

Tornei disputati: 10000
Giocatore 1, Skill 70: Mani-> 4410 Tornei-> 4304 +40%
Giocatore 2, Skill 30: Mani-> 3526 Tornei-> 692
Giocatore 3, Skill 30: Mani-> 3588 Tornei-> 678
Giocatore 4, Skill 30: Mani-> 3538 Tornei-> 710
Giocatore 5, Skill 30: Mani-> 3444 Tornei-> 670
Giocatore 6, Skill 30: Mani-> 3615 Tornei-> 741
Giocatore 7, Skill 30: Mani-> 3586 Tornei-> 738
Giocatore 8, Skill 30: Mani-> 3632 Tornei-> 741
Giocatore 9, Skill 30: Mani-> 3534 Tornei-> 726 +29%

A questo punto la simulazione sembra smentire la mia teoria: il giocatore forte vince infatti il 40% di tornei in più rispetto al caso iniziale!

Non molto soddisfatto ho cercato di comprenderne il motivo e mi sono reso conto che il mio modello aveva una gravissima deficienza! Il modello non teneva conto che nel gioco del poker i giocatori deboli che giocano spesso si eliminano fra di loro ma colui che vince accumula chips...
Invece nel gioco del Puke-Poker i giocatori deboli tendono ad eliminarsi fra loro senza nessuna contropartita così, quando il giocatore 1 si decide a scommettere gioca contro pochi avversari che non hanno guadagnato nessun vantaggio ad essersi eliminati a vicenda.

Così ho creato un nuovo gioco: il Puke-Poker-2! In questo gioco ogni giocatore ha inizialmente una biglia e quando partecipa a una scommessa la mette in palio. Ogni giocatore potrà vincere da ogni singolo avversario al massimo tante biglie quante ne ha messe in palio e ne potrà perdere al massimo tante quante ne ha scommesse il vincitore. Sembra complicato ma è molto semplice!
Un esempio con tre giocatori:
G1 ha 4 biglie
G2 ha 2 biglie
G3 ha 1 biglia

Se vince G1 allora G2 e G3 perdono tutte le loro biglie e vengono eliminati; G1 avrà 7 biglie.
Se vince G2 allora G1 perde 2 biglie e G3 è eliminato; G1 avrà 2 biglie e G2 5 biglie.
Se vince G3 allora G1 e G2 perderanno 1 biglia; G1 avrà 3 biglie, G2 1 biglia e G3 avrà 3 biglie.

In questa maniera i giocatori che giocano più spesso corrono sì il rischio di essere eliminati facilmente ma, se vincono, guadagnano biglie che rendono più probabile la vittoria finale.

Ecco i risultati della nuova simulazione:

Tornei disputati (con Chips): 10000
Giocatore 1, Skill 70: Mani-> 7797 Tornei-> 1377
Giocatore 2, Skill 65: Mani-> 6856 Tornei-> 1318
Giocatore 3, Skill 60: Mani-> 5765 Tornei-> 1220
Giocatore 4, Skill 55: Mani-> 5038 Tornei-> 1132
Giocatore 5, Skill 50: Mani-> 4424 Tornei-> 1097
Giocatore 6, Skill 45: Mani-> 4163 Tornei-> 1073
Giocatore 7, Skill 40: Mani-> 3651 Tornei-> 939
Giocatore 8, Skill 35: Mani-> 3566 Tornei-> 945
Giocatore 9, Skill 30: Mani-> 3499 Tornei-> 899

In un torneo con giocatori di tutti i livelli il giocatore più forte vince ancora più tornei ma la percentuale di vittorie è nettamente più bassa che nella simulazione precedente (14% contro 31%). Analogamente il giocatore più debole vince molto più spesso (9% contro 3%).
Come prima ho poi iniziato a introdurre giocatori più deboli:

Tornei disputati (con Chips): 10000
Giocatore 1, Skill 70: Mani-> 8238 Tornei-> 1526
Giocatore 2, Skill 65: Mani-> 6644 Tornei-> 1264
Giocatore 3, Skill 60: Mani-> 5671 Tornei-> 1190
Giocatore 4, Skill 55: Mani-> 4982 Tornei-> 1108
Giocatore 5, Skill 50: Mani-> 4303 Tornei-> 1067
Giocatore 6, Skill 30: Mani-> 3413 Tornei-> 943
Giocatore 7, Skill 30: Mani-> 3490 Tornei-> 960
Giocatore 8, Skill 30: Mani-> 3523 Tornei-> 982
Giocatore 9, Skill 30: Mani-> 3592 Tornei-> 960

La percentuale di vittorie del giocatore più forte è aumentata di 1 punto percentuale...
Infine:

Tornei disputati (con Chips): 10000
Giocatore 1, Skill 70: Mani-> 9032 Tornei-> 1566 +10%
Giocatore 2, Skill 30: Mani-> 2118 Tornei-> 1039
Giocatore 3, Skill 30: Mani-> 2155 Tornei-> 1060
Giocatore 4, Skill 30: Mani-> 2214 Tornei-> 1089
Giocatore 5, Skill 30: Mani-> 2006 Tornei-> 1007
Giocatore 6, Skill 30: Mani-> 2059 Tornei-> 1018
Giocatore 7, Skill 30: Mani-> 2174 Tornei-> 1079
Giocatore 8, Skill 30: Mani-> 2110 Tornei-> 1039
Giocatore 9, Skill 30: Mani-> 2247 Tornei-> 1103 +23%

In questo caso, un giocatore forte alle prese con 8 principianti vince sì, un po' più spesso ma di molto poco (appena del 10%).
La conclusione mi pare piuttosto realistica: un giocatore molto forte contro 8 principianti non vince il 99% dei tornei ma solo circa il 50% in più rispetto a un novellino. Il motivo rimane la maggiore casualità delle singole giocate.

Per la cronaca nel secondo esempio del post I kamikaze del poker mi lamentavo del fatto che il giocatore forte ha il 70% di probabilità di vittoria contro un solo avversario mentre solo il 50% contro tre avversari e che questo alla lunga comportasse una perdita. Questo non è vero: infatti il calo delle probabilità di vittoria è ampiamente compensato dal fatto che la vincita è tre volte più grande!

In appendice aggiungo il codice della mia simulazione.
Qualche annotazione sparsa:
  1. il codice non è particolarmente curato perché ho puntato sulla semplicità.
  2. Da quando i Vector sono obsoleti!?
  3. Per cambiare le abilità (o il numero di giocatori per tavolo) basta editare l'array skills[]
  4. Per cambiare il numero di tornei simulati basta cambiare il valore della variabile total
  5. Le funzioni per calcolare i valori random le ho copiate da una mia classe quindi non sono particolarmente ottimizzate per lo scopo...

package pokermodel;

import java.security.SecureRandom;
import java.util.Vector;

public class PokerModel2
{
private static SecureRandom ran = null;

public static void main(String[] args)
{
//vars
int total=10000;
//int skills[]={70, 65, 60, 55, 50, 45, 40, 35, 30};
int skills[]={70, 30, 30, 30, 30, 30, 30, 30, 30};
//int skills[]={70, 65, 53, 52, 50, 48, 47, 33, 30};
//int skills[]={70, 65, 32, 39, 37, 32, 35, 33, 30};
Vector<Player> pList=new Vector();
Vector<Player> gamePlayers=new Vector();
Vector<Player> handPlayers=new Vector();
//init
fillList(pList, skills);
//mainloop
for(int a=0; a<total; a++)
{
gamePlayers.clear();
gamePlayers.addAll(pList);
resetChips(gamePlayers);
//gameloop
while(gamePlayers.size()>1)
{
handPlayers.clear();
int tothand=0;
//draw hands & select players
for(Player p : gamePlayers)
{
p.hand=genera(5,4)*5;
if(p.hand>=p.skill)
{
handPlayers.add(p);
tothand+=p.hand;
}
}
if(handPlayers.size()>1)
{
//ICM
int winner=genera(tothand,1);
Player handWinner=null;
for(Player p : handPlayers)
{
if(p.hand>=winner)
{
p.numWon++;
handWinner=p;
break;
}
else
{
winner-=p.hand;
}
}
int chipsWon=0;
for(Player p : handPlayers)
{
if(p!=handWinner)
{
int diff=Math.min(p.chips, handWinner.chips);
chipsWon+=diff;
p.chips-=diff;
if(p.chips<=0)
gamePlayers.remove(p);
}
}
handWinner.chips+=chipsWon;
}
}
gamePlayers.firstElement().gameWon++;
}
//output
System.out.println("Tornei disputati (con Chips): "+total);
for(Player p : pList)
System.out.println("Giocatore "+p.id+", Skill  "+p.skill+": Mani-> "+p.numWon+" Tornei-> "+p.gameWon);
}

private static void resetChips(Vector<Player> list)
{
for(Player r : list)
r.chips=1;
}

private static void fillList(Vector<Player> list, int val[])
{
int cc=0;
for(int v : val)
list.add(new Player(v,++cc));
}

public static int genera(int facce, int volte)
{
int result = 0;
if(facce<=0)
return 0;
if(ran == null)
try
{
ran = SecureRandom.getInstance("SHA1PRNG");
}
catch (Exception e) { System.out.println("Errore: " + e.getMessage()); }
for (int i=0; i<volte; i++)
result += ran.nextInt(facce) + 1;
return result;
}

public static boolean isWinner(float upTo)
{
if(ran == null)
try
{
ran = SecureRandom.getInstance("SHA1PRNG");
}
catch (Exception e) { System.out.println("Errore: " + e.getMessage()); }
if(ran.nextFloat()<=upTo)
return true;
return false;
}

private static class Player
{
int id;
int skill;
int numWon;
int gameWon;
int hand;
int chips;
Player(int pSkill, int pId)
{
skill=pSkill;
numWon=0;
gameWon=0;
id=pId;
chips=1;
}
}

}


Nota (*1): Sarebbe stato più corretto partire dall'ipotesi che la simulazione avrebbe potuto confermare o smentire la mia teoria ma io sono piuttosto sicuro di me...
Nota (*2): Puke-Poker = Poker-Vomitevole...

giovedì 3 febbraio 2011

De amicitia

Una conoscenza epistolare mi ha spedito la seguente definizione d'amicizia e ha chiesto la mia opinione al riguardo.

...amico è come la persona di cui sei innamorata, eccetto che per l'assenza dell'attrazione sessuale. Cioè, l'amicizia è una forma di amore platonico. Essendo platonico può essere per persone dello stesso sesso anche per gli etero.

Io d'istinto ho subito risposto che la definizione mi piaceva tranne per l'uso del termine “innamorato”. Poi, siccome l'argomento mi è sembrato di generale, ho deciso di mettere le mie riflessioni su un post accessibile a tutti.

Prima di tutto chiarisco perché non mi piace il termine “innamorato”. L'innamorato va a braccetto con l'irrazionalità. Nell'amore (vedi post Amore per un confronto) la componente irrazionale non è solo normale ma giusta e doverosa. Personalmente credo che l'amore debba prescindere dal razionale e andare oltre.
Questo, che trovo lecito nell'amore, non è ammissibile nell'amicizia.

Probabilmente, dovessi affiancare un termine alla parola amicizia, sceglierei “reciprocità”.
Gli amici si devono rispettare l'un l'altro. Ciò che un amico pretende deve essere anche pronto a dare (*1). Non solo materialmente ma anche moralmente. L'amico è felice di condividere le nostre gioie e ad esserci di supporto nei momenti difficili.
Gli amici stanno bene insieme perché si capiscono e apprezzano l'un l'altro. Parimenti sono tolleranti verso le altrui inevitabili debolezze o mancanze. Analogamente in amore accade lo stesso ma le debolezze del partner ci sono invisibili a causa dell'irrazionalità connaturata all'amore. Nell'amicizia invece, il tollerare l'amico, è una libera scelta che viene dalla consapevolezza obiettiva del carattere altrui.
L'amico non cerca di cambiare il proprio amico ma lo accetta per come è. L'amante invece vorrebbe cambiare l'amato perché, a causa della componente irrazionale, non lo vede per come è ma come un riflesso più perfetto di quanto in realtà sia: quando poi si accorge che le due immagini non combaciano cerca di cambiare l'amato in modo che si conformi alla propria immagine ideale che ha di lui.
Ecco perché nell'amicizia è fondamentale la sincerità: per comprendere le rispettive nature due persone devono essere onesti l'un con l'altro. È per questo che le amicizie nate nell'infanzia sono così profonde: ai bambini manca la malizia di mascherare i propri difetti e di cercare di apparire diversi da quel che sono, pertanto, due bambini che diventano amici si conoscono così profondamente che raramente si equivocano.
Infine non manca la componente affettiva: ci si preoccupa del bene dei nostri amici e siamo felici quando essi sono felici. Si cerca di avvisarli se ci sembra che errino in qualcosa. Ecco, nella componente affettiva, ci può essere un pizzico di irrazionalità: ad esempio sacrificare l'amicizia per il bene dello stesso amico.

Mi chiedevo poi se gli amici dovessero avere personalità affini o diverse. Mi sono poi reso conto che è irrilevante: l'importante è che ci sia reciprocità, la comprensione e l'accettazione della natura altrui. L'amicizia è una scelta: vedo che sei fatto così e ti accetto per come sei. L'amore invece è inevitabile: mi piaci ma non so perché e ti accetto perché perfetto(*2).

La stessa conoscenza mi ha chiesto poi: “le amicizie per te hanno una dimensione temporale o se hanno avuto una fine non si può parlare di amicizie?

Per quanto ho scritto la risposta è semplice: l'amicizia si basa sulla reciproca constatazione e accettazione della natura dell'amico. Se la natura di uno dei due amici cambia allora le fondamenta stesse dell'amicizia potrebbe venire meno. La mia risposta quindi è che l'amicizia, soprattutto se non basata sulla comprensione più profonda(*3), può terminare. Ciò che però c'è stato prima, se rispettava le condizioni enunciate di sopra e non ci fosse, ad esempio, una componente d'inganno in una delle parti, si può e si deve comunque chiamare amicizia.

Bene, ho buttato giù queste mie opinioni di getto ma, data l'importanza dell'argomento, mi riservo di tornare su questo post e apportarvi delle correzioni se, nella fretta, mi accorgo di aver omesso qualcosa.

Nota (*1): Attenzione! Non sto riducendo tutto a un “do ut des”: io faccio qualcosa per te e tu fai qualcosa per me. Non c'è bisogno che ci sia un equilibrio fra quello che si fa per un amico e ciò che si riceve in cambio: l'importante è che ci sia la volontà di ricambiare quando ce ne sia il bisogno e la possibilità. Mi spiego meglio: se io aiuto per cinque volte consecutive un amico, alla sesta non penso “Ora basta: tocca a lui!” ma solo che, al mio posto, in caso di necessità egli farebbe altrettanto per me.
Nota (*2): La perfezione dell'amato, come spiegato, non è reale ma un'allucinazione causata dalla componente irrazionale dell'amore.
Nota (*3): Do per scontato che la comprensione profonda corrisponda a conoscere la natura più intima del proprio amico e che questa, in quanto tale, sia raramente soggetta a cambiare sensibilmente.

mercoledì 2 febbraio 2011

Vang contro Thranx

No: i Vang non sono una tribù africana di superdotati e i Thranx non sono transessuali. Si tratta invece del nome di due razze aliene di due diversi libri di fantascienza. Il primo si intitola “Vang: la forma militare” (*1) e il secondo “Filogenesi” (*2).
Ho finito di leggere il libro sui Vang la scorsa notte. Ero perplesso: avevo una mezza idea di scriverci un post ma non ero completamente sicuro che ne valesse la pena.
Il motivo è che sulla copertina del libro dei Vang c'è scritto: “Finalmente una space-opera di puro divertimento”. Che significa? Forse sbagliavo ma mi immaginavo che ci sarebbe stata una certa verve comica.
Invece nei primi 7 capitoli niente: sì, la strana razza dei Vang aveva un certo potenziale per diventare divertente ma esso non veniva sfruttato. Immaginai che il libro volesse costruire delle premesse seriose per poi colpire più “duramente” con l'umorismo. Anzi, i primi capitoli erano piuttosto noiosi. A metà libro, ancora niente che faccia ridere o almeno sorridere ma in compenso la storia decolla e diventa molto interessante. Finalmente a pag. 178 leggo “Per orizzontarsi aveva una carta geografica...” e mi fermo perplesso a riflettere (*3) se il termine “orizzontarsi” avrebbe dovuto farmi ridere: sul momento mi sembrava un errore, una parola inventata, e cercavo di capire quale potesse essere il termine inglese che aveva generato la confusione. Lentamente, dopo un po', mi sono ricordato che anch'io, da bambino (*4), avevo usato quel termine e che quindi esso era corretto: di conseguenza niente da ridere.
Nel frattempo il libro continua ad accumulare momento e i capitoli finali si divorano. Mentre leggevo riflettevo anche sulla struttura del libro: nella prima metà, un po' noiosa di preparazione, vengono spese molte pagine per (almeno) un personaggio che poi non ha nessun ruolo attivo nella storia; poi la storia si fa interessante e il ritmo serrato: siamo alla prima fase di un'invasione aliena che potenzialmente minaccia l'intero impero terrestre. I protagonisti umani hanno il solo scopo di fuggire dal pianeta e dare l'allarme prima che sia troppo tardi. Con queste premesse mi immaginavo che questo volume fosse solo il primo episodio di una serie e che dopo “Vang: la forma militare” ci sarebbe stata “Vang: la forma intermedia” e almeno un terzo libro intitolato “Vang: la forma superiore”.
Invece arrivo in fondo al libro con i nostri eroi umani che si salvano per il rotto della cuffia e poi, in mezza paginetta di epilogo, leggo che una volta dato l'allarme le astronavi da guerra umane arrivarono in forze e distrussero il pianeta. Tutto qui...
Insomma un buon libro ma che lascia un gran senso di incompiuto e che soprattutto manca di "puro divertimento"

Ieri sera ho poi iniziato il libro di Foster, autore che ben conosco e che mi piace molto. Il libro non ha premesse di voler essere particolarmente divertente: il volume in questione appartiene alla serie degli Humanx (*5). In questo libro il protagonista è un poeta Thranx che si finge un cuoco per riuscire a incontrare gli uomini (siamo ancora alle prime fasi del contatto e ancora non c'è un alleanza) e trovare l'ispirazione per la sua poesia.
Ecco il punto al quale volevo arrivare: non ho potuto evitare di sghignazzare quando ho letto la colorita descrizione di come il protagonista (e poeta) thranx, che non ha mai visto dal vero un uomo, si immagina un pasto umano.

Avrebbe avuto la possibilità di vederli mangiare, dopo aver preparato il loro cibo? Avrebbe potuto osservare le loro bocche da mollusco azzannare e risucchiare, mentre le lingue flosce si avviluppavano come vermi e conglobavano gli osceni bocconi giù nelle gorgoglianti budella? Questo gli avrebbe offerto spunti per un buon poema, forse. L'orrore e la nausea erano sempre stimoli efficaci.” (*6)

Conclusione: il libro che credevo mi avrebbe fatto ridere non mi ha nemmeno fatto sorridere al contrario, quello di Foster, con la sua trama originalissima e giocando solo con i pregiudizi alieni, è realmente di lettura piacevole e divertente. Buffo, no?

Nota (*1): “Vang: la forma militare”di Christopher Rowley, Editrice Nord, 2002
Nota (*2): “Filogenesi”di Alan Dean Foster, Editrice Nord, 2002
Nota (*3): La mia lentezza mentale era dovuta anche all'ora. Com'è risaputo, dopo le 20:00, le mie capacità mentali si dimezzano.
Nota (*4): Da allora infatti io mi ero spesso orientato ma mai “orizzontato”. Che dire: il termine, anche se ho verificato che è corretto, continua a suonarmi strano...
Nota (*5): La saga degli Humanx narra dell'alleanza fra Human e Thranx in una galassia particolarmente ricca di aggressive razze aliene. L'aspetto peculiare della saga è la descrizione del difficile rapporto fra uomini e thranx: gli uomini hanno repulsione per i thranx i quali ricambiano il sentimento. I thranx sono infatti dei grossi insetti che hanno una mentalità molto diversa da quella umana. Inutile dire che tutta la cultura e lo stile di vita dei thranx è ben dettagliato.
Nota (*6): Tratto da pag. 58 di “Filogenesi”di Alan Dean Foster, Editrice Nord, 2002

martedì 1 febbraio 2011

Libertà di spettegolare

Ieri su FB un annuncio pubblicato da un amico: siamo un paese classificato “Semi libero” per quanto riguarda la libertà di stampa. L'Italia infatti ha un punteggio di 31 punti e, per un punto, finisce nella fascia dei paesi con semi libertà di stampa. Insomma semi libertà ma per poco poco!

Ciò mi ha dato molto da pensare: vedi Come leggere i giornali per capire il filo dei miei ragionamenti...

Chi ha compilato questa classifica? La classifica è stata compilata da Freedomhouse.org un'organizzazione non governativa con sede a Washington DC e un paio di succursali nel resto del mondo. L'organizzazione è composta da uno staff di 150 persone ed è finanziata con contributi privati e del governo degli US.
Questa è la prima cosa che ho controllato perché mi piace verificare “da che pulpito viene la predica”.
La mia sensazione a pelle è che questa organizzazione non sia totalmente indipendente: ad esempio il suo presidente faceva parte dello staff presidenziale di Bush Jr... Sarebbe interessante vedere come sono ripartiti i finanziamenti di origine privata e quelli pubblici. Ad esempio wikipedia riceve tutti i finanziamenti tramite donazioni: se il governo US decide di finanziare questa Freedomhouse che ritorno si aspetta (*1)?

Comunque a me interessava capire come questa classifica veniva calcolata per valutare quanto potesse essere attendibile. Nelle FAQ del sito ho trovato la metodologia usata: si tratta di 23 domande, divise in tre categorie, alle quali è possibile assegnare uno specifico punteggio da 0 a N (*2). Più basso è il punteggio e meglio è. Sempre dalle FAQ si viene sapere che questi punteggi vengono assegnati da svariati esperti e consulenti vari.
Sfortunatamente non ho trovato i punteggi assegnati all'Italia punto per punto, così mi sono divertito io ad assegnare i punteggi per vedere cosa veniva fuori.
Di seguito le domande (*3) e i voti da me assegnati. Vista la loro ambiguità per ogni domanda ho dato due punteggi: il primo interpretandola molto favorevolmente e il secondo molto negativamente.


Sezione A Ambiente Legale (0–30 POINTS)
1. La costituzione protegge la libertà di stampa e di espressione? (0–6 points)
0; 1 (pensavo alle leggi sul web)
2. Il codice penale limita la libertà dei giornalisti? (0–6 points)
0; 0 (non mi pare...)
3. Ci sono penalità per la diffamazione dello stato e dei suoi esponenti? (0–3
points)
1; 2 (1 punto in più visto che questo secondo voto è il caso peggiore...)
4. La magistratura è indipendente e giudica equamente? (0–3 points)
0 (diciamo di sì); 1 (proprio indipendente non mi pare...)
5. Ci sono leggi che garantiscono la libertà d'informazione? (0–2 points)
0 (penso di sì...); 0
6. Possono individui e imprese pubblicare notizie? (0–4 points)
0; 1 (pensavo alla web-tax)
7. Possono gli istituti per la regolamentazione dei media lavorare liberamente?
0; 1 (pensavo ai vari organi di controllo RAI soggetti ai partiti)
8. C'è libertà di diventare giornalisti? (0–4 points)
0; 0
Totale Sez. A: 1; 6

Sezione B Ambiente Politico (0–40 POINTS)
1. A quale estensione il contenuto delle news è determinato dal governo?(0–10 points)
5; 7
2. L'accesso alle fonti è controllato? (0–2 points)
0; 0
3. C'è censura officiale o non? (0–4 points)
0; 1 (Certi editori potrebbero fare pressioni sui propri giornalisti?)
4. I giornalisti si autocensurano? (0–4 points)
1 (pensavo al leccaculismo del giornalista medio verso il potere come forma di autocensura); 2
5. Le persone hanno accesso a diverse fonti di informazione? (0–4 points)
0; 1
6. Possono i giornalisti locali e non seguire le news? (0–6 points)
0; 0
7. I giornalisti sono intimidati o minacciati fisicamente? (0–10 points)
0; 0
Totale Sez. B: 6; 11

Sezione C Ambiente Economico (0–30 POINTS)
1. A quale estensione i media sono controllati dal governo? (0–6 points)
3; 4 (davvero mettere molto più di 3 mi sembrava eccessivo...)
2. La proprietà dei media è trasparente? (0–3 points)
0; 1 (un po' severo: basta solo un po' di buona volontà)
3. Ci sono concentrazioni di proprietà dei media? (0– 3 points)
1; 2
4. Ci sono restrizioni sul lavoro dei giornalisti? (0–4 points)
0; 0 (in realtà ho capito poco la domanda ma non credo...)
5. Ci sono alti costi per avviare nuovi media? (0–4 points)
1; 2 (anche questa domanda l'ho capita poco; per “far pari” con la precedente ho messo qualche punto)
6. Lo stato controlla i media con finanziamenti? (0–3 points)
0; 1 (ho pensato al canone RAI)
7. I giornalisti ricevono soldi per pubblicare certe notizie? (0–3 points)
1 (in teoria non dovrebbero...); 2 (ma la morale italiana, di questi tempi, è quel che è...)
8. La situazione economica accentua la dipendenza da finanziamenti pubblici? (0–4 points)
1 (di nuovo RAI, considerando la crisi forse c'è meno pubblicità?); 2
Totale Sez. C: 7; 14

Totale: 14; 31

Come si vede il totale ottimistico è molto basso e ci porrebbe, ad esempio, al livello dell'Olanda. Il totale pessimistico è esattamente quello (puro caso, giuro!) calcolato da Freedom.org
A MIO personalissimo parere 22.5, la media fra 14 e 31, sarebbe più equilibrato e ci porrebbe fra Cipro e Ungheria.
A parte questo mio giochino sarebbe stato interessante trovare i punti attribuiti da Freedom.org alle singole domande ma non mi è riuscito trovare questi dati scorporati.

Nota (*1): Spulciando su internet ho trovato il seguente articolo dove si afferma che: il reale capo di Freedomhouse è un ex direttore della CIA, storicamente Freedomhouse è stata usata negli anni '40 per creare consenso per la guerra e durante gli anni '60 per la guerra fredda, etc... Ovviamente non ho idea se quanto affermato da questo sito www.voltaire.org corrisponda a verità ma lo trovo molto interessante.
Nota (*2): N varia da 2 a 10 in base all'importanza della domanda.
Nota (*3): Tradotte molto sinteticamente per motivi di tempo.