«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

giovedì 7 giugno 2012

Paranoid 2

Ecco la mia seconda versione suonata sulla base di Paranoid. Rispetto alla precedente ho diminuito la velocità portandola a 45bmp.
Diversamente dal solito non ho fatto diverse esecuzioni, scegliendo poi la migliore, ma ho registrato la prima che mi è venuta anche se forse, anzi decisamente, sotto la media (per fare la registrazione ho cambiato computer e i suoni di questa versione di Tuxguitar erano diversi e un po' mi hanno infastidito).
In questa prova entro almeno quattro volte fuori tempo però mi pare di essere nettamente migliorato: insomma oggi, quando non sbagliavo, andavo a tempo!
Stimo che, su 5 esecuzioni, una mi sarebbe venuta "senza" errori, due un poco meglio (con solo un paio di sbagli) e una ancora peggio...



Io e tè 7-Giugno-2012
Qual è stata la prima parola pronunciata da KGB?
Beh, lo ammetto, banalmente "mamma"...
Ma la seconda?
Eh! eh! La seconda (o comunque una delle primissime) è stata "tè": esatto! proprio quello che si beve, che contiene la teina e non fa dormire!
Quando ero stanco infatti gridavo "tè! tè! tè!" e i miei solerti genitori me lo preparavano mettendolo, bello caldo, nel biberon... però non funzionava molto e invece di addormentarmi rimanevo piuttosto sveglio...

Comunque, a molti anni di distanza, il tè continua a piacermi moltissimo: di seguito una foto con i tè che bevo (in alcune scatole ci sono delle bustine avanzatemi di altre qualità...).

Grafico dei Bpm degli esercizi 8-Giugno-2012
Di seguito il grafico che mostra l'andamento dei bpm di una selezione degli esercizi di chitarra: parte da inizio dicembre e arriva ad oggi.
Ci sarebbe molto da dire: ad esempio, quando si vede il grafico delle progressioni crollare, significa che era stato aggiunto un nuovo accordo tipo il F. Analogamente delle semplificazioni possono portare a improvvisi miglioramenti...


Spagna-Italia 10-Giugno-2012
Brandelli è ottimista, io no. Non mi convince per niente De Arancioni difensore: come dice Zeeman "De Arancioni essere centrocampista"... Perché non convocare un difensore di ruolo? Bagagli non è Thiago Silva... A centrocampo è stato eliminato Lentolivo (e questo è bene) ma in compenso c'è Thiago Bauli: nella scorsa partita, benché avesse avuto poco tempo, non aveva toccato palla. Ho il dubbio che possa coesistere con Brillo. Di Chiaccherini non so che dire, so che nella Juve è riserva, non c'era di meglio? Aprile torna nel suo ruolo vero di ala destra: sono sicuro che andrà meglio. L'unico dubbio che ho è su chi potrà avvantaggiarsi dei suoi cross visto che un attaccante classico Brandelli non si è preoccupato di convocarlo (tipo Osvaldu o, volendo rimanere in casa Juve, Patri o Burriello). All'attacco Palotelli va bene ma Cazzano lo avrei messo negli ultimi venti minuti.
Previsione 3-1 a favore della Spagna (la Spagna segna poco...). Brandelli farà poi i cambi troppo tardi e sbagliati.

Prova nuovi esercizi 11-Giugno-2012
Sono piuttosto contento!
I quattro brani gli ho digeriti benino: i primi due erano banali e li ho suonati bene in 5 minuti; il terzo è stato più impegnativo e mi ci è voluto un quarto d'ora; il quarto infine, dopo 30 minuti, ancora non lo suonavo bene ma c'ero quasi...
Il nuovo ritmo mi è parso molto più difficile di quanto credessi ma, allenandomi guardando la TV, ho iniziato ad assimilarlo: il problema è il cambio d'accordo che avviene non dopo un ¼ ma un ⅛...
Per l'ear training ho trovato un programma gratuito estremamente spartano ma con tutte le caratteristiche che mi servono: GNU Solfege; devo solo verificare se sia possibile usare le note di una chitarra invece che di un pianoforte...
Infine, col nuovo esercizio sui Power Chord misti a note, non sono andato benissimo: ma ero stanco e dovevo ancora memorizzare per bene le sequenze. Comunque sono ottimista!

Le Avventure di Cavolina: I promessi sposi (2/5)

Come ho spiegato nel corto Il dado estratto non starò a fare il riassunto delle puntate precedenti: primo perché il riassunto di un racconto faceto sembrerebbe particolarmente stupido e, secondo, perché ho publicato la puntata precedente solo 4 giorni fa!
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Il piano
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I giorni passavano veloci alla fattoria dove anche gli animali erano tutti eccitati per il matrimonio: la funzione religiosa e il ricevimento avrebbe avuto luogo nella cappella e nel parco del castello del principe Buzzurro ma il cibo, su insistenza della mamma, sarebbe venuto direttamente dalla fattoria. Per questo gli animali facevano a gara ad offrirsi volontari per avere il posto d'onore, anzi, essere la portata d'onore, nel banchetto nuziale.
La saggia mucca Tirintilla era impegnata a rimuginare ruminando il discorso per la sposa mentre tutti gli altri animali le si accalcavano intorno per darle consigli e idee.
Le galline invece stavano esercitandosi per cantare in coro mentre il gallo Scoppietto, essendo il solista, era tesissimo e non faceva che prendere pasticche per la gola a causa dell'irrazionale paura di perdere la voce: o almeno così diceva il suo psicoanalista, la capra Froida.

Solo Cavolina era sempre più esasperata dalle nozze incombenti e passava un giorno sì e l'altro pure in compagnia di Baccabriciola ripetendole alla nausea quanto il principe Buzzurro fosse peggio di Strabuccino.
«Senti, ho un'idea!» - esordì un pomeriggio Cavolina - «La prossima settimana è il tuo compleanno e i tuoi ti lasciano sempre organizzare una festa a casa tua, no?»
«Beh, sì...» - rispose incerta Baccabriciola. Essendo figlia unica godeva di alcuni privilegi che Cavolina le invidiava molto...
«Ottimo! L'idea è quella di organizzare, come addio al nubilato, una festa in maschera alla quale faremo partecipare Ricottella e Strabuccino; poi li facciamo ubriacare e li chiudiamo a letto insieme. A quel punto facciamo scoprire la cosa al principe Buzzurro e, stai sicura, con la sua puzza sotto il naso si sentirà così offeso che manderà a monte le nozze!» - disse Cavolina tutto di un fiato.
«Ma dai! Questo piano non sta in piedi! Come mai Strabuccino e Ricottella, anche se ubriachi, dovrebbero andare a letto insieme?!» - rispose Baccabriciola.
«Semplice: Ricottella penserà che Strabuccino sia il principe Buzzurro mentre Strabuccino penserà che Ricottella sia te, Baccabriciola!» - spiegò con un sorriso furbo Cavolina.
«Ma dai... è un'idea troppo complicata... non potrà mai riuscire...» - disse Baccabriciola.
Ma Cavolina insistette per tutto il pomeriggio e alla fine l'amica, pur non troppo convinta, accettò...

Due giorni dopo Cavolina si rincontrò con Baccabriciola per discutere dei progressi fatti.
«Io farò in modo che Ricottella venga alla festa col volto ben mascherato e la farò ubriacare insieme a Strabuccino... Tu hai sentito Strabuccino come ti avevo chiesto?» - esordì Cavolina.
«Sì, Strabuccino l'ho già contattato ed è entusiasta di incontrarmi alla festa. Verrà travestito da albero: tranquilla, ho visto quella sua maschera ed è irriconoscibile... Gli ho detto che quel giorno io sarò vestita da margherita gigante, e che mi dovrà chiamare SOLO Principessa mentre io lo chiamerò Principe...»
«Ma non sospetterà qualcosa?» - chiese Cavolina improvvisamente dubbiosa.
«Ma no, figurati! È talmente contento di rivedermi che ha accettato tutte le mie richieste senza pensarci due volte!» - si vantò Baccabriciola.
«Bene... ovviamente dovremo fare in modo che la tua stanza si trasformi in un alcova invitante e soprattutto buia...» - continuò Cavolina.
«Sì, certo... me lo hai già detto... ma non è che mi piaccia tanto l'idea che il mio letto... insomma... venga usato in quel modo...» - protestò Cavolina.
«Ma dai è super romanticissimo! Magari potrebbe essere l'inizio di una VERA grande storia d'amore!»
«Sì, ma senza di me!» - protestò Baccabriciola.
«Ah! Allora Strabuccino ti piace ancora!» - esclamò divertita Cavolina.
«Non ho detto questo!» - rispose arrossendo Baccabriciola - «Sei proprio impossibile Cavolina: comunque farò come hai detto...»
«Ottimo! Resta solo il problema di come fare intervenire il principe Buzzurro alla festa al momento giusto...» - sospirò Cavolina.
«Ma... un'idea potrebbe essere quella di farmi avere una lettera di presentazione in maniera da poterlo incontrare e invitare personalmente e, magari, dargli un appuntamento diciamo due ore dopo l'inizio della festa...» - propose Baccabriciola.
«Sì!! È un'ottima idea! Allora ti farò avere una lettera di presentazione per il principe Buzzurro: posso prendere la carta intestata di Ricottella e falsificarne facilmente la scrittura e la firma... Ti farò avere questa lettera stasera stessa...» - rispose Cavolina.
«Perfetto! Allora io organizzo la festa in maschera a casa mia. Tu stasera mi porti la lettera e io cerco di avvicinare il principe Buzzurro per invitarlo e fare in modo che vi arrivi al momento giusto...»
«Grazie Baccabriciola sei una vera amica!» - disse commossa Cavolina.
«E tu per me sei più di una semplice conoscente!» - rispose l'amica abbracciandola.

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Ricchezza e buzzurraggine
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Cavolina attese impazientemente il giorno seguente per scoprire come fosse andato l'incontro fra Baccabriciola e il principe.
«Guarda, avevi ragione! È un vero zoticone: per tutto il tempo che ci ho parlato se ne stava con la bocca spalancata a stuzzicarsi un dente con uno stecchino; non contento poi si è pulito l'orecchio con il mignolo e poi se l'è infilato anche quello in bocca... Guarda, ti giuro che stavo per vomitare! Se non fosse stato per la mia promessa di aiutarti sarei scappata via di corsa...»
«Che ti avevo detto?! Strabuccino non ti piaceva ma il principe Buzzurro è molto peggio!» - esclamò Cavolina tutta contenta - «Comunque ti è riuscito convincerlo a venire?»
«Beh, è quasi fatta: era un po' dubbioso perché non gli sembrava giusto partecipare alla festa di addio al nubilato di Ricottella, inoltre aveva un po' di ritrosia ad accettare il mio invito perché non vuole sentirsi in debito con me. Ma credo voglia solo farsi pregare: questo pomeriggio mi ha invitato di nuovo a visitare il suo parco. Pensa ci sono degli alberi talmente rari che neanche i folletti verdi, ne ha una dozzina che lavorano come giardinieri, riescono a comprenderne il linguaggio!»
«Sì, capisco...» - disse Cavolina per niente impressionata - «... devi dirgli che, se si presenterà alla festa portando un bel regalo per Ricottella, allora tutte le ragazze saranno gelose di lei e penseranno a quanto è fortunata a sposare il principe Buzzurro: insomma devi stuzzicare il suo orgoglio... e non dovrebbe essere difficile visto che è un pallone gonfiato! Non so, magari un anello con un bel diamante sarebbe perfetto...» - suggerì ancora Cavolina.
«Un anello con un diamante?! Certo sarebbe un bel regalo a sorpresa! e desterebbe non poca invidia... Chissà quanto costa...» - disse Baccabriciola.
«Figurati! Cosa vuoi che sia un diamante per il principe Buzzurro: mi pare che Ricottella mi abbia detto che ne ha una miniera in Africa... e poi non lo sai che i folletti verdi vogliono essere pagati solo in pietre preziose? Probabilmente un anello con diamante gli costerà quanto lo stipendio di un mese di un singolo folletto!»
«Davvero il principe è così ricco?! Certo che le altre ragazze si roderanno davvero per l'invidia quando vedranno un tale regalo...» - disse sorpresa Baccabriciola.
«E invece no! Perché quell'anello non lo vedranno mai: quando il principe arriverà alla festa troverà Ricottella a letto con Strabuccino e, a quel punto, dubito che le consegnerà l'anello!»
«È vero... dimenticavo...» - rispose Baccabriciola improvvisamente pensierosa.

I giorni seguenti furono ancor più frenetici dei precedenti. La mamma non dava tregua a Cavolina dandole una commissione dopo l'altra: andare a ritirare l'abito per le damigelle, spedire gli inviti, portare la giacca del babbo a sistemare dal sarto, andare dal parrucchiere, trascrivere su carta l'elogio per la sposa dettato dalla mucca Tirintilla, etc... Appena Cavolina pensava di aver finito, la mamma arrivava con un'altra incombenza urgente da affidarle cosicché le giornate scorrevano via veloci.
Più che mai avrebbe voluto poter parlare con Baccabriciola, anche solo per avere la conferma che il piano procedeva, ma ella non sembrava mai essere raggiungibile: anche i vari messaggi che le lasciava sul telefonino rimasero senza risposta.
Finalmente una sera tardi, quando Cavolina era già da tempo a letto, squillò il suo cellulare.
«Pisellino spostati: devo rispondere al telefono!» - disse Cavolina al fratellino.
Quando Pisellino aveva un incubo era abituato, fin da piccolo, a scivolare nel letto della sorella: sfortunatamente poi, a forza di rigirarsi e agitarsi, finiva per non far dormire neppure Cavolina...
«Pronto?! Sei tu Baccabriciola?!» - rispose Cavolina catapultatasi fuori dalle coperte incurante dell'aria fredda che le ghiacciava il sudore sulla pelle.
«Capisco... Uhmm... sì, bene... d'accordo... ma come faccio con Ricottella... sei sicura di poter arrivare a quell'ora col principe?... uhm...ah! sì... no: perché?... ma se lei non vuole berne?... sono preoccupata... va bene... ok, d'accordo... ahh! Giusto!...grazie ancora! Ciao!»
Pisellino era stato ben attento e, capendo che la sorella stava architettando qualcosa, decise di metterla sotto torchio per sapere di cosa si trattava.
«Lasciami Pisellino! Mi spremi troppo: ormai sei pesante!» - protestò Cavolina che però si decise a confidarsi col fratello. Gli spiegò i suoi dubbi sul principe Buzzurro, il piano che aveva preparato insieme a Baccabriciola e la preoccupazione per l'incertezza sul come far finire a letto insieme Ricottella e Strabuccino.
«Forse ti posso aiutare!» - disse Pisellino.
«Davvero? E come?» - rispose stupita Cavolina.
«Se fai come ti dico non avrai bisogno di far ubriacare Ricottella: ti basterà farle bere un solo bicchiere, anche di semplice birra, e metterci dentro una delle mie pillole magiche che tengo di là in camera mia...»
«Come? Che pillole magiche?» - chiese sorpresa Cavolina.
«Beh, non sono mie: me le ha date il mio amico l'elfo Silvano...»
«L'elfo Silvano è tuo amico? E perché te l'avrebbe date? Che te ne fai?»
«Ehmm... le colleziono perché sono belle colorate e tonde... ma, uffa, quante domande! Le vuoi o no?!»
«Uhm... certo... va bene... grazie Pisellino!»

mercoledì 6 giugno 2012

Giugno 2001

In questo momento non ho grandi idee per un post: mi sono intestardito in dei calcoli matematici che non mi riescono e il cui scopo è solo quello di reinventare la ruota.
Al momento ho riempito dieci pagine di quaderno con calcoli e formule delle quali, il 25% circa, credo sia sbagliato...
La cosa seccante è che ormai temo di non arrivare a dimostrare quello che volevo (ovvero che il limite di Fib(n)/Fib(n-1)=Φ (*1)) sebbene ancora non mi sia arreso. Sigh...

Sto divagando, come detto ho altro per la testa, e quindi ho deciso di pubblicare adesso il noiosissimo post di questa serie sfortunata...

Motto di Giugno: “Una donna al giorno toglie il medico di torno (*2)”

Santi:
1 Santa Estate
4 Santa Sara Monaca
5 San Fabrizio da Colleoni
6 Santa Pisa Pendente
7 Santa Osama
8 San Bordé
11 Tutti Santi
12 »»
13 »»
14 »»
15 »»
18 San Argigolo
19 San Criceto
20 Santa Arricignolata
21 San Berluska
22 SS. Gelosissima
25 San Filippo Neri
26 San Cretara
27 Santo Babbo
28 Santa Pioggia Piangente
29 San Papà

Note ai Santi:
Ad occhio è record di sante e di nomi incomprensibili!
Infati Bordé, Argigolo e Cretara non so più cosa significhino. “Arricignolata” è un termine dialettale che indica un indumento stropicciato e grinzoso, non stirato né ripiegato.
Santo Babbo e San Papà indicano i miei dubbi sul giorno esatto del compleanno di mio padre.
Santa Osama è chiaramente una prefigurazione del Bin Laden che diventerà malauguratamente famoso circa 5 mesi più tardi.
Il nome di santo che più mi piace è “Santa Pioggia Piangente” ma io per primo ammetto che non è un gran che...

Pagina di esempio:


Note alla pagina:
Finalmente, a giudicare dalle pagine .jsp, lavoravo in Java!
In verità era già dalla metà del mese precedente che lavoravo su questo nuovo progetto del quale non ricordo praticamente niente. Eravamo in diversi a lavorarci e io avevo una visione estremamente limitata della struttura generale del codice. Dalla mia agenda vedo che già prima della fine del mese il progetto era finito e io iniziavo della nuova “formazione” questa volta su Delphi!
Infatti l'unico collega che lavorava con Delphi, con l'unico cliente che aveva un progetto in tale linguaggio, aveva dato le dimissioni e andava rimpiazzato: i miei capi sapevano che tale linguaggio mi aveva incuriosito (infatti mi ero comprato la versione base del compilatore per farci qualche programma a casa) e quindi ne ero stato considerato il naturale rimpiazzo...

Nota (*1): Questo limite so che esiste ed è famoso (insomma non si tratta del solito problema irrisolto di Newton!): il problema è che sto cercando di provarlo con i miei scarsi mezzi matematici senza guardare le soluzioni esistenti...
Nota (*2): Molto ottimista. Chissà poi perché...

lunedì 4 giugno 2012

Libro molto citato

Quando un libro mi piace lo si capisce dal fatto che inizio a citarlo prima ancora di averlo finito di leggere: in questo caso la “Storia della stregoneria” di Giordano Berti, Ed. Oscar Storia Mondadori, 2010 l'avevo già ampiamente menzionata in Triplice serendipità, in Erodiade e in Proverbi 30, 15-16...

Il motivo per cui mi sono messo a leggere questo libro è peculiare e vale la pena spiegarlo.
Prima di tutto il libro non è mio: si tratta di un regalo di compleanno che feci a mio padre (accolto peraltro con molta sufficienza). Ero in libreria, mi colpì la copertina, lessi alcune pagine a caso e scoprii che documentava dettagliatamente i casi di stregoneria avvenuti in Italia, mi sembrò interessante e, quindi, come detto, lo comprai per regalarlo.
Per molti mesi me ne dimenticai poi scrissi il post Serendipità libresca in cui raccontavo della coincidenza per cui avevo letto contemporaneamente un passaggio dei Promessi sposi e uno del Ramo d'oro molto affini: in pratica scrivevo come l'episodio del miracolo narrato dal Manzoni avesse molti dei connotati di rituali magici diffusi fra le popolazioni primitive. A questo avrei voluto aggiungere, ma non lo feci, che probabilmente il miracolo del santo era, almeno in parte, un invenzione della Chiesa che andava a sovrapporsi sui riti compiuti dai maghi erranti per procurare un buon raccolto o propiziare la pioggia: da qualche parte avevo infatti letto che ancora nell'antichità c'erano molte persone che vagavano per le campagne e che si guadagnavano da vivere facendo questo tipo di magie “buone”. Solo che, prima di azzardare questa mia teoria, avrei voluto rinfrescarmi la memoria ma non ricordavo più dove avevo letto queste nozioni.
Alla fine ipotizzai di averlo letto di sfuggita in “Storia della stregoneria” che così mi feci prestare dal babbo. A tempo perso iniziai a leggerlo, poi mi appassionai e ho così finito per leggerlo tutto...

Come mai questo libro mi è piaciuto così tanto?
Fondamentalmente perché è scritto bene: è pieno di fatti interessanti e non diventa mai noioso. Ma non solo: io sono un po' sospettoso degli autori che parlano a braccio senza citare le fonti ma qui, fortunatamente, ogni fonte è ben citata e le note sono abbondanti ed esaurienti. Questo mi permette, volendo, di approfondire un argomento di particolare interesse...

Poi non so, magari, è anche la materia trattata ad essere di per sé interessante piuttosto che l'autore a renderla tale: in effetti io ne sapevo pochissimo e quindi quasi ogni informazione era piacevolmente nuova.

Il libro parla della storia della stregoneria partendo dai primi accenni nell'antichità, passando dall'impero romano fino ad arrivare ai giorni nostri. È inutile che io provi a riassumerla (in realtà ci ho provato ma non mi è riuscito!) perché ci vorrebbe troppo spazio e andrei a ripetere, scopiazzando, quanto scritto nel libro.

Piuttosto preferisco sottolineare quelle informazioni che più mi hanno più colpito.

Si sarebbe portati a pensare che nell'alto medioevo, dopo la caduta dell'impero romano, la superstizione e quindi anche la credenza nell'esistenza delle streghe fosse al suo culmine. In realtà non è così (almeno fra le persone più istruite, ovvero fra gli uomini di chiesa)!
Nel X secolo il “canon episcopi” e nel XII il “decreto di Graziano” vedevano la magia fondamentalmente come superstizione: certo la condannavano ma le pene erano relativamente blande.
In particolare colpisce come nel decreto di Graziano più volte si trovi la formula “se CREDI di aver fatto, o hai fatto, XXX allora la pena è YYY” (dove XXX poteva essere il volo magico, uccidere con armi invisibili dei battezzati, etc...). Insomma c'era parecchio scetticismo, almeno fra le persone più istruite, sulla reale esistenza di questi fenomeni...

E allora come nasce la persecuzione alle streghe dei secoli successivi?
Questo è il secondo aspetto interessante: la caccia alle streghe nasce come uno strumento di potere. Un'arma usata dalla Chiesa per reprimere le eresie. È infatti contro i catari, nel sud della Francia, che nel XIII secolo iniziano le prime persecuzioni. Nei secoli seguenti, raggiungendo il culmine nel XVII secolo, le maggiori repressioni avverranno in aree dove cattolici e protestanti convivono e non, ad esempio, in Italia, Portogallo, Spagna o Francia (se non nelle zone di confine con la Germania).

Il terzo aspetto, e questa è una mia supposizione, è che, se inizialmente la caccia alle streghe era stato uno strumento usato con cinismo dal potere per combattere il dissenso, nei secoli seguenti la situazione dovette cambiare: per chi era nato e vissuto sentendo parlare di inquisizione e caccia alle streghe queste erano divenute, gioco forza, una presenza e un pericolo reale. Insomma, nel giro di pochi secoli, il buon senso che aveva animato il canon episcopi e il decreto di Graziano era sparito: le streghe erano considerate reali anche nelle alte sfere ecclesiastiche.
Forse per questo motivo, più o meno contemporaneamente, la magia viene a essere considerata alla stregua dell'eresia e, per questo, trattata con molta più durezza: ad esempio la condanna al rogo era riservata solo agli eretici e le streghe venivano bruciate in quanto considerate tali.

Una riflessione che deriva dal leggere le stragi di quei secoli è il cercare di capire cosa animasse gli inquisitori che si vantavano di aver mandato sul rogo migliaia di persone: il sadismo non basta, la ricerca del proprio piacere attraverso la sofferenza altrui non può giustificare la fatica di un simile impegno: evidentemente c'era la convinzione di fare del bene. E la conclusione è che sono proprio coloro che perseguono ciecamente i propri ideali le persone più pericolose perché non hanno scrupoli morali e non si fermano davanti a niente.

Il quarto aspetto che mi ha colpito, e forse il più sconvolgente, è la portata del fenomeno, ovvero il numero di vittime: non ritrovo la pagina esatta ma ricordo che si parlava di cifre dell'ordine di 100.000 morti.

Infine è anche interessante la rinascita, attraverso svariati equivoci, della stregoneria moderna, la cosiddetta Wicca. Contrariamente a quanto pensassi non ha niente a che vedere con l'adorazione del demonio ma, piuttosto, è caratterizzata da una diffusa credenza verso una grande madre e la necessità di vivere in armonia con la natura.

In conclusione un libro interessantissimo, che scorre bene e ricco di innumerevoli notizie che fanno riflettere...