Piccolo mistero: perché il capo della CIA Ratcliffe è andato a Mosca?
Secondo il WSJ per minacciare: per dire a Mosca di non pensare neppure ad attaccare paesi NATO con i propri droni e per riconsegnare il solito piano di pace ormai defunto in cui la Russia si dovrebbe arrendere all’Ucraina.
Ovviamente non ci sono dati concreti (a parte le “notizie” del WSJ, del resto era necessario dire qualcosa per giustificare la visita) e quindi faccio un paio di illazioni:
1. Lo scambio: la guerra in Iran è disperata e Trump non ha buone opzioni: ecco allora la proposta di uno scambio. Gli USA abbandonano l’Ucraina al suo destino e la Russia chiude la partita, in cambio Mosca farà pressioni su Teheran per concedere un nuovo accordo, anche peggiore di quello firmato a suo tempo da Vance, per permettere a Washington di uscire da una situazione insostenibile.
2. La minaccia: gli USA pensano di usare armi nucleari tattiche contro l’Iran. Verificano quindi la posizione di Mosca e, magari, chiedono che a sua volta faccia pressioni su Teheran: di nuovo credo che gli USA si accontenterebbero di una qualsiasi via di uscita, cioè anche di un accordo peggiore, dal punto di vista di Washington, del precedente poi fatto fallire da Trump.
In entrambi i casi c’è il problema di fondo che Israele vuole la distruzione dell’Iran, anche a costo di una crisi economica globale, e non accetterebbe quindi una via d’uscita pacifica alla situazione corrente.
“E che c’entra Israele?” direte voi. Beh, oramai è ovvio che Netanyahu tiene Trump al guinzaglio e se questo si avvicina troppo, che so, a fiutare la cacca di un altro cane ecco che il primo ministro israeliano lo strattona via tirandolo per il collare.
Ovviamente dubito che a breve sarà possibile verificare la correttezza o meno di queste ipotesi. Oltretutto dicono che Ratcliffe è uno dei più strenui sostenitori dell’Ucraina: ma, come si dice, “ubi major…”
Aggiornamento (27/8/2026): qualche particolare in più da Politico che, comunque, riprende il WSJ. La narrativa è sempre quella del Ratcliffe "minaccioso" (mentre nelle mie ipotesi è "supplicante") e le novità sono: 1. la Russia non deve tentare attacchi contro le repubbliche baltiche; 2. non deve supportare l'Iran ne reagire duramente alle nuove sanzioni statunitensi contro Teheran e paesi terzi che sostengono tale paese.
Vabbè: stessa fonte ufficiale e niente di nuovo. Ah, la fonte russa dice solo che Ratcliffe ha incontrato solo il suo omologo russo (senza vedere Putin quindi) e che, quindi, hanno parlato solo di questioni tecniche. Altra ovvia bugia dato che Ratcliffe non si sarebbe mosso solo per questo.
Una considerazione che mi ero dimenticato di scrivere ieri: interessante che la politica estera statunitense, soprattutto nei confronti della Russia, non sia affidata al segretario di stato Rubio né all'amico di Trump, senza incarichi politici ufficiali, Witcoff che era già stato a trattare con Mosca (di nuovo non il neoconservatore Rubio). La mia ipotesi è che Trump, insoddisfatto dei non risultati ottenuti da Witcoff, abbia voluto mandare un politico vero (cioè Ratcliffe).
Aggiornamento (3/9/2026): bo... a freddo mi sto convincendo che Ratcliffe fosse stato effettivamente mandato solo a minacciare nel tentativo di ottenere un qualche accordo ma ovviamente non è riuscito a ottenere niente. La mia interpretazione avrebbe avuto senso se Trump fosse razionale e che effettivamente cercasse la migliore via di uscita dalla crisi. Ma in tal caso Ratcliffe, un neoconservatore duro e puro, sarebbe stata la persona sbagliata.
Decisivo poi un video del giudice Napolitano a Joe Kent (cercate "JOE KENT: President Trump was Warned" su YouTube), recentemente dimissionario dall'amministrazione Trump e quindi piuttosto al di dentro di ciò che stava accadendo: secondo Kent Trump sapeva benissimo quali sarebbero state le conseguenze dell'attacco all'Iran (che era un po' la mia conclusioni: puoi sbagliare i calcoli per superficialità e incompetenza la prima volta ma poi non insisti a sbagliare se non vuoi farlo). Napolitano non gli pone la domanda decisiva "Allora perché ha continuato ad attaccare l'Iran?" ma la risposta è che Trump sia stato ricattato/obbligato. E se si è ricattati/obbligati a fare qualcosa, ovvero distruggere l'Iran, non vai a scomodare la Russia per ottenere una mediazione per quanto logica e necessaria essa sia...
È nata Olivia
2 settimane fa
Nessun commento:
Posta un commento