«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
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4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

lunedì 16 gennaio 2017

Pagine chiuse 2

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.06). In particolare i capitoli: 4.4, 8, 9 e 10.

Come al solito (v. Pagine chiuse ma anche altri che non ho voglia di cercare) voglio fare un po' di pulizia chiudendo le pagine che da settimane tengo aperte sul mio navigatore...

M5S Palermo, scelti col voto online i 5 in lizza per la candidatura a sindaco: ci sono anche Forello e Gelarda dal FattoQuotidiano.it → è un articolo del 28 dicembre (quindi magari ci sono state delle evoluzioni) e, leggendo l'occhiello, si scopre che a questa prima votazione per la scelta dei candidati per le elezioni comunali hanno partecipato solo 524 persone. Il mio commento è banale e soprattutto ne ho già scritto molte altre volte: 1. con queste specie di lotteria in linea non è possibile far emergere i candidati più capaci che pure (lo so per esperienza diretta) ci sono fra gli attivisti; 2. senza candidati di qualità difficilmente si vince e, quando lo si fa, anche il governo del comune diviene un azzardo (perché); 3. la fedina penale immacolata non garantisce l'onestà; 4. l'onestà non garantisce le capacità.
Su questi punti non sto ad addentrarmi nei perché e nei percome dato che l'ho già abbondantemente fatto in altri pezzi.

Sesto San Giovanni, scritte sui muri del Comune con insulti alla sindaca: “Basta arabi” dal FattoQuotidiano.it → All'indomani dell'uccisione del terrorista che aveva compiuto la strage al mercatino natalizio in Germania, fra i commenti, comparve anche un riferimento a questo articolo.
Mi pare che questo articolo mostri chiaramente come il fenomeno dell'immigrazione vada giudicato in maniera oggettiva: senza razzismo ma senza neppure gli eccessi di “buonismo” che portano a negare l'evidenza.

Torino, debiti fuori bilancio per 77 milioni. L’audit voluto da Appendino finirà in Procura di Andrea Giambartolomei dal FattoQuotidiano.it → articolo di inizio dicembre: sarebbe interessante sapere che novità ci sono. Se le accuse si dimostreranno vere avremo un altro esempio di come i “professionisti della politica” siano veramente bravi ed esperti... a imbrogliare i propri elettori e i cittadini tutti...

La fine del contratto sociale che spiega Trump, Brexit e Marine Le Pen di Steen Jakobsen da IlSole24Ore.com → si tratta di un articolo condiviso da mio cugino su FB ormai un paio di mesi fa. Il titolo mi sembrava interessante perché riecheggiava alcuni temi della mia epitome ma, d'altra parte, come buon lettore di Goofynomics, sono un po' prevenuto verso il Sole 24 Ore...
Finalmente oggi mi sono deciso a leggerlo e devo ammettere che non è male: per questo gli dedicherò lo spazio rimanente di questo mio pezzo.
Nella mia epitome [E Cap. 8] spiego come l'attuale crisi sociale sia in realtà una crisi strutturale della politica e, in particolare, della democrazia. Considero elemento fondamentale dell'attuale degrado l'ascesa dei [E Cap. 9] parapoteri economici e la globalizzazione: spiego come, per ragioni anch'esse fisiologiche e prevedibili, la politica tradizionale sta, con accenti diversi in tutto il mondo occidentale, tradendo [E] i suoi elettori, ovvero la gran parte della popolazione, con politiche che favoriscono i grandi parapoteri economici e depauperano invece i comuni cittadini. La conseguenza è l'accentuazione della [E Cap. 4.4] forbice fra super ricchi (i mega dirigenti delle grandi multinazionali) e gente comune.
L'autore dell'articolo (un economista che quindi, come tale, vede la realtà da una prospettiva economica) parte dal riconoscere l'esistenza di tale forbice. Mostra due grafici: nel primo si vede come oggi il reddito medio americano sia ai minimi dagli anni '50; nel secondo si vede come i guadagni delle multinazionali (e quindi il patrimonio dei super ricchi) siano schizzati alle stelle negli ultimi 20 anni circa.
A differenza di quanto da me fatto nella mia epitome l'autore, che è un economista, non riesce a individuare esattamente i motivi di questa crisi sociale ma giustamente intuisce che è la fine “dell'attuale contratto sociale”. In maniera altrettanto corretta (*1) l'autore interpreta bene la reazione della gente allo stato delle cose [E v. Cap. 10] anche se con troppo ottimismo. Come spiegato, all'autore di questo articolo sfuggono le cause profonde della crisi, di quella che lui chiama la fine del contratto sociale, che in realtà riduce a una semplice sperequazione del reddito. Gli sfuggono infatti le ragioni storiche e politiche per cui tale sperequazione sia stata resa possibile: chi è interessato le può trovare nella mia epitome.
Anche la sua conclusione è quindi inopinatamente ottimista in quanto si illude che ci sia una generale comprensione del problema e che, “automaticamente”, in futuro avremo una più equa ridistribuzione della ricchezza: ma ciò, sfortunatamente, è inesatto. In realtà, anche se l'autore parla (giustamente) di fine del “contratto sociale”, la sua improvvida soluzione è semplicemente una ricetta economica capace forse di mettere una pezza temporanea ma non di risolvere il problema...
Comunque un articolo valido e onesto.

Conclusione: ebbene sì: oggi ho chiuso appena quattro pagine! In realtà ne ho chiuse anche altre ma non mi sembravano più meritevoli di menzione...

Nota (*1): a differenza di Baricco che aveva totalmente frainteso, praticamente capovolto, la situazione: vedi Da Goofynomics a Baricco...

domenica 15 gennaio 2017

L'uomo che sussurra alle renne (1/4)

Negli ultimi anni sono rientrato in contatto con un mio compagno di classe del liceo. Come forse ho già scritto, tutti i miei ex compagni mi hanno fatto un'ottima impressione: mi sono sembrate tutte persone interessanti, mature e piacevoli.

Eppure una di queste mi ha stupito di gran lunga più delle altre: si tratta di “MO” di cui ho parlato in Ninnoli vecchi e nuovi. Come spiego ampiamente in tale pezzo, avevo una scarsissima opinione di quel ragazzo e per questo sono rimasto piacevolmente sorpreso a scoprire quanto mi fossi sbagliato.

Col tempo, scrivendogli e parlandoci, ho scoperto nuove cose su di lui che mi hanno confermato che la mia impressione di grande eccezionalità fosse corretta. Gli ho così proposto di fare una piccola intervista per il mio viario: ovviamente gli ho spiegato che la leggeranno solo una decina di persone ma MO, che adesso penso di poter chiamare Lorenzo De Ninno, si è dimostrato sorprendentemente ben disposto e ha collaborato con entusiasmo.
Prima abbiamo fatto una riunione a casa sua in maniera che potessi inquadrarlo e strutturare meglio l'intervista vera e propria. Poi, qualche settimana dopo, è passato lui da me ma, invece di intervistarlo, abbiamo finito per giocare a scacchi! Ah, e devo aggiungere che vivendo e lavorando a Malta le sue visite in Italia sono sporadiche e sempre fitte di impegni con amici e parenti: per questo il tempo che mi ha dedicato è doppiamente prezioso.
Infine qualche giorno fa, in due sedute, abbiamo fatto l'intervista vera e propria tramite Skype.

Qui di seguito riporterò in “bella” forma quanto mi ha risposto, ovviamente passando dalla sua approvazione per evitare di travisare per sbaglio le sue parole. Inoltre eviterò di commentare in questa sede il suo pensiero: non voglio rischiare di interpretare Lorenzo De Ninno alla luce di KGB! Probabilmente scriverò le mie riflessioni su questa intervista in un pezzo a parte...
Una nota tecnica: normalmente le risposte di Lorenzo saranno da me riassunte e userò invece i caratteri italici quando trascriverò esattamente le sue parole dalla registrazione.
L'intervista segue un doppio binario e ripercorre le tappe della vita professionale di Lorenzo parallelamente alla sua concezione di esperienza sportiva. Ma... non voglio aggiungere altro!

KGB: Puoi riassumere il tuo percorso formativo una volta conseguito il diploma?
MO: Dopo il liceo mi sono iscritto alla facoltà di Architettura di Firenze e mi sono laureato a 28 anni con una tesi sulla storia della fotografia dell'architettura per la quale mi sono occorsi quasi due anni di ricerca. Mi sono laureato nel luglio del 1999; subito dopo sono partito per la Scozia dove ho fatto un master in “Progettazione assistita col computer” a Glasgow terminato il quale sono tornato a Firenze nel 2000 e, dopo aver sostenuto l'esame di stato, ho iniziato a lavorare. Ma in Italia sono rimasto pochissimo: nel 2001 sono partito per gli USA e ho vissuto a Denver, in Colorado, per tre anni.
KGB: E in questi anni qual è stato il tuo percorso sportivo?
MO: Al liceo... facevo forca con Japi e andavo a sciare all'Abetone! [ridendo]... All'epoca della maturità ricevetti una piccola eredità di 5 milioni di lire che fulminai subito pagandomi una Ritmo (per poter andare a mio piacere a sciare e arrampicare), un corso di sci-alpinsimo, un corso di arrampicata sportiva e tutta l'attrezzatura relativa: in pratica in un anno e mezzo spesi tutti quei soldi solo per sciare e arrampicare! [ridendo]
Durante l'università ho fatto molta arrampicata e sci, sia alpinismo che discesa, per almeno 3-4 anni e, contemporaneamente, ho iniziato anche ad andare in bicicletta da corsa. Verso i 24 anni ho smesso di arrampicarmi per dedicarmi al karate a cui mi sono applicato per 15 anni ottenendo la cintura nera nel maggio del 1999. A luglio del 1999 mi sono anche laureato e, come regalo, ho fatto un viaggio di tre settimane da solo in bicicletta da Barcellona fino a Sheffield: ho fatto la Spagna, i Pireni, poi la Francia, tutta la costa atlantica, poi son arrivato su fino in Bretagna/Normandia, ho attraversato in nave e poi su fino a Sheffield...
KGB: e all'epoca qual era la tua concezione dello sport? Come lo vivevi?
MO: All'inizio ero un po' “incosciente”, era un'esperienza molto fisica. Ad esempio per quanto riguarda la bicicletta avevo un cronometro per i tempi e da qualche parte ho ancora un foglio con tutti i miei tempi di scalata da piazza Edison fino a Fiesole. Ero anche piuttosto forte: all'epoca impiegavo 10' e 25”. Ai recenti mondiali di ciclismo, vabbene che la facevano 10 volte di fila, ma i professionisti al mondiale salivano a '9 di passo'. Quando andavo su a Fiesole uno dei passatempi era di andare in piazza Edison con la bici da corsa, aspettare l'autobus, e poi lo sfidavo a chi arrivava prima fino in cima! [ridendo] Adesso non lo farei più... ma l'ho fatto per tanto! Ma mi divertivo... e poi, arrivato in cima alla piazza di Fiesole, tornavo giù e aspettavo un altro autobus!... era una sfida Davide contro Golia! [ridendo]
KGB: ho notato che hai sempre fatto sport solitari: eri forse più interessato nella sfida contro te stesso che contro gli altri?
MO: ...non lo so, lo facevo basta... non facevo gare però quando, ad esempio, trovavo altri ciclisti sulla salita di Fiesole allora era una sfida al massacro e oggettivamente ho perso poche poche volte! In generale però lo sport era un piacere fisico, una soddisfazione personale, non mi guardavo intorno, era solo un constatare quanto riuscissi ad andare più veloce del giorno prima e degli altri. Era comunque essenzialmente un piacere, un divertimento: non mi pesava...
KGB: mi sembra di capire che lo sport avesse all'epoca un peso maggiore che non lo studio? Forse lo sport era la maniera con cui dimostravi quanto valevi?
MO: Sì è così. Nello studio non avevo problemi ma sicuramente per me era più gratificante lo sport. Mi appagava molto di più abbassare di un secondo o due la salita di Fiesole piuttosto che prendere 30 e lode a un esame.... Oppure, quando mi arrampicavo, facevo le trazioni, ovvero mi tiravo su con le braccia usando come appigli le tacche di 1-2 cm e anche allora riuscire a fare una trazione con un chilo in più era una soddisfazione enorme. Ti ricordi Federica? [una nostra compagna di classe] ...ecco, Federica pesava 50 chili e io facevo le trazioni alla sbarra con la Federica che mi si aggrappava sulle spalle! Era una cosa pazzesca! [ridendo]. All'epoca l'attività fisica era un divertimento...

venerdì 13 gennaio 2017

Episodio VII

Con colpevole ritardo ho finalmente visto il 7° episodio di Guerre Stellari. Di seguito i miei voti all'intera serie in ordine di distribuzione:
Episodio IV: 8
Episodio V: 8½
Episodio VI: 7½
Episodio I: 2
Episodio II: 3
Episodio III: 4
Episodio VII:7

In realtà gli episodi II e III nemmeno me li ricordo ma ho la generica sensazione che fossero, leggermente, in crescendo...

Sapendo poi che gli episodi I, II e III sono stati scritti da George Lucas viene da chiedersi chi fosse il negro, ovvero il vero autore/sceneggiatore, degli Star Wars originali!

Primi frutti - 13/1/2017
[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.06). In particolare i capitoli: 1 e 2.

Ieri ho iniziato a catalogare i diversi tipi di battuta (v. Tipi di umorismo) dei miei pezzi Il buono ma brutto ingegnere (1/?), Il buono ma brutto ingegnere (2/?) e Il buono ma brutto ingegnere (3/?) e oggi sono passato a esaminare le singole battute di un articolo di Spinoza.it: Rip Parade.

Sto già sorprendentemente iniziando a notare tendenze interessanti di cui scriverò estesamente a tempo debito ma per il momento ne voglio comunque già evidenziare una: l'umorismo può essere usato per denunciare verità scomode e, da questo punto di vista, riesce a oltrepassare i blocchi psicologici tipici dei limiti dell'uomo [E].
Tramite l'umorismo è quindi possibile far passare, diffondere e consolidare protomiti [E] che altrimenti avrebbero grandi difficoltà a penetrare nella società.

Ritardo - 14/1/2017
Con una settimana di ritardo su quanto deciso ho finalmente iniziato la revisione della mia epitome. Per il primo capitolo mi sto basando fondamentalmente sulle correzioni che mi mandò un mio amico (v. Aggiornamento epitome #15): su alcuni suggerimenti non sono convinto al 100% perché mi sembrano questioni di stile o di gusto ma considerando il suo impegno ho deciso di “ricompensarlo” accogliendo la maggior parte delle sue osservazioni. Per adesso ho corretto premessa e introduzione e in effetti mi sembrano migliorate!
Per gli altri capitoli ancora non ho ricevuto commenti quindi mi arrangerò da solo: mi sono poi segnato una piccola serie di aggiunte e modifiche che tutte insieme equivaleranno a una paginetta di contenuto.
Credo che nella prossima settimana pubblicherò questa seconda versione “beta”...

Neve - 17/1/2017
Razionalmente lo so che sia bene che non nevichi: eppure quando accade ne sono felice e quando non succede un po' mi dispiace...

La nostra voce interiore - 17/1/2017
Stanotte di nuovo insonne: ho ripensato alla mente (v. La mente nell'insonnia) e ho avuto una nuova intuizione: la nostra coscienza non è vero pensiero ma memoria, o forse riflesso, di esso.

giovedì 12 gennaio 2017

Tipi di umorismo

Una mia amica mi ha posto un interessante quesito: quali sono i diversi tipi di umorismo?

In genere NON ho una risposta pronta per tutto ma però vi ho comunque già pensato: magari mi occorre tempo per pescare dal “minestrone” della mia memoria la giusta “patata bollita”, poi ci devo riflettere, la “condisco” con un po' di sale e olio e solo allora la mia opinione è "servita". Mi ci vuole un po' ma ha il merito di non essere banale...

Però su quali possano essere i diversi tipi di umorismo non avevo mai pensato né mi era capitato di imbattermi in qualche ipotesi. Stupidamente davo per scontato che l'umorismo fosse comunque umorismo: magari con l'unica distinzione della sua complessità o arguzia...
Ma non è così semplice: e infatti, sempre discorrendone con tale amica, si è stabilito che esista, ad esempio, un umorismo basato sui giochi di parole. Mi è subito venuto a mente un mio cugino che in ogni frase riesce a inserircene uno! Io invece mi diverto di più a evidenziare creativamente gli aspetti paradossali di una situazione...

Insomma è evidente che l'argomento è ricco e complesso. Ho quindi pensato a dove partire per analizzare la questione: so già cosa mi risponderebbe il 99% dei miei amici: «Cerca su Google “elenco lista di tipi di umorismo”!»
Ma per me il piacere e il divertimento non sta solo nel sapere in sé ma anche nella sua scoperta e ricerca: per non parlare poi del confronto, a posteriori, fra le mie teorie e quelle “ufficiali”...

Ma da dove partire per costruirmi una mia teoria sull'argomento? Ci ho riflettuto abbastanza e sono giunto alla conclusione che è sensato testare prima il terreno per farsi un'idea della sua complessità. Ho così deciso di prendere un mio vecchio pezzo e catalogarne ogni tipo di battuta per rendermi conto delle possibili varietà del mio umorismo.

Voglio partire da un mio pezzo perché sono sicuro di comprenderne pienamente tutti i diversi significati e sfumature poi, se ne avrò voglia, amplierò la mia ricerca ad altri testi e autori.
Il pezzo che ho in mente di “studiare” è Il buono ma brutto ingegnere (1/?): lo scrissi a ruota libera, di getto, senza costrizioni di trama, e per questo credo che presenti un mio umorismo particolarmente spontaneo e vario.

Dopo questa analisi preliminare dovrei avere un'idea più chiara sulla complessità del problema e potrò decidere come muovermi: se vale la pena approfondirlo, che mezzi usare per farlo, etc... per non parlare delle idee che sicuramente mi verranno durante questa ricerca iniziale!

Devo anche aggiungere che avevo qualche titubanza a imbarcarmi in questo progetto: mi chiedevo infatti quale fosse l'utilità, e se ve ne fosse una, di questa impresa.
Sono giunto alla conclusione che l'umorismo è uno dei mezzi con cui ci confrontiamo con la realtà: indirettamente riflette la nostra concezione della vita. Capire i diversi tipi di umorismo potrebbe aiutarmi a comprendere le diverse visioni e interpretazioni del mondo.
Non mi stupirei su l'umorismo fosse una porta attraverso la quale raggiungere e capire facilmente un aspetto fondamentale della psicologia delle persone.
Ma queste sono considerazioni che potrò fare in seguito: per adesso il primo passo sarà una semplice catalogazione delle diverse tipologie ed espressioni del mio umorismo...

Conclusione: prendo l'occasione per due comunicazioni: 1. ancora non ho iniziato a iniziare la seconda revisione della mia epitome; 2. sono a metà di un'intervista con un illustre personaggio sportivo: sto “sbobinando” le registrazioni e questo mi richiede più tempo del previsto; più o meno sono comunque già a metà e il risultato mi pare molto interessante e piacevole...