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mercoledì 24 luglio 2019

Da padre in figlio

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 1.3.1 "Bolognese").

Ormai quasi dieci anni fa pubblicai un’intervista (Intervista esclusiva) a un mio amico egiziano sulla rivoluzione che vi era stata in Egitto: l’elemento più saliente di essa fu l’osservazione che la rivolta fu possibile grazie alle reti sociali e in particolare Twitter: queste applicazioni permisero alla popolazione locale di organizzarsi e scendere in piazza.

Ebbene, proprio in questi giorni, suo figlio maggiore ha scritto un articolo su un argomento affine: Increased Cyber-Surveillance: Preventing a second Arab Spring? di Nour Attalla su Media.com

L’articolo ricorda la primavera araba spiegando l’importanza fondamentale della rete Internet e, in particolare, delle reti sociali. Passa poi ad analizzare la situazione attuale degli Emirati Arabi (nel 2010 appena sfiorati dalle proteste): qui il nuovo elemento saliente è il totale controllo che il governo ha sulle reti sociali e sui telefonini: questo gli permette di individuare ed eliminare ogni forma di protesta prima che si allarghi troppo (il Der Spiegel parla per questo di “controrivoluzione preventiva”).
Infine si chiede se questa vigilanza sarà sufficiente per proteggere gli Emirati Arabi da possibili future rivolte: la risposta dell’autore, pur condizionata all’andamento dell’economia, è no. Secondo Attalla infatti, prima o poi, il naturale anelito democratico della popolazione avrà la meglio.

L’articolo mi è piaciuto: dopotutto gli argomenti trattati mi stanno a cuore: l'importanza della libertà, i pericoli delle nuove tecnologie ([E] 20.2), la relazione fra potere e democratastenia ([E] 4.4), le tendenze storiche…

In particolare ho apprezzato molto l’analisi dell’impatto di Internet, e soprattutto delle reti sociali, sulla comunicazione all’interno della democratastenia (la comunicazione D→ D) e del suo successivo sfruttamento da parte dei poteri locali (la comunicazione D→ P): nel complesso l’idea di fondo ricalca piuttosto fedelmente quanto ho scritto in [E] 9.5!

Ovviamente non sono d’accordo su tutto: in particolare non credo alla conclusione ottimistica (*3) dell’autore. L’uomo non ha nessuna tendenza naturale verso la libertà (*4): le sole leggi che segue sono quelle del potere ([E] 5) e, in particolare, quelle della conservazione e della crescita ([E] 5.1 e 5.2). L’economia negli Emirati dovrebbe crollare e abbassare improvvisamente e sensibilmente il tenore di vita della sua democratastenia: ma, almeno che i suoi pozzi non si esauriscano dall’oggi al domani, ciò è impossibile. Inoltre, in questo caso, non si deve dimenticare la legge delle diseguaglianze ([E] 7.2): il governo locale ha gioco facile a mostrare ai propri cittadini come essi vivano meglio della maggior parte delle altre popolazioni arabe e questa consapevolezza aiuta a stabilizzare la società (*1).
Anzi, dico di più, ho la sensazione che anche senza ricorrere al controllo informatico le varie monarchie (ci sono sette sceicchi, grossomodo indipendenti, ognuno alla guida di un emirato) non corrono alcun pericolo. Per esserne sicuro dovrei avere più informazioni sulla società locale ma mi pare di ricordare che gli abitanti del posto se la passino molto bene (*1) e, quindi, nessuno alzerebbe un dito per cambiare la situazione e rischiare così di perdere il proprio benessere.

Comunque vedo un interessante possibile parallelo fra il monitoraggio informatico delle popolazione, tramite reti sociali e cellulari (Attalla non lo nomina ma non mi stupirei se anche il riconoscimento facciale automatico (*2) fosse all’avanguardia) e la lotta della EU alle “bufale”. Anche in questo secondo caso l’eventuale degenerazione del meccanismo di controllo potrebbe portare facilmente alla censura delle voci contrarie al potere dominante: insomma anche nella UE si potrebbe intravedere una sorta di “controrivoluzione preventiva”...

Conclusione: un giovane promettente: sarò curioso di seguirne l'evoluzione del pensiero attraverso i suoi articoli! Peccato che non parli l'italiano altrimenti gli spedirei la mia Epitome... beh, buon per lui!

Nota (*1): altro ricordo confuso, quindi potrei sbagliarmi, ma mi sembra che gli immigrati siano invece sfruttati per i lavori più umili e sottopagati. In questo caso entrerebbe di nuovo in gioco la legge delle diseguaglianze col confronto quotidiano fra popolazione autoctona e immigrati: il tenore di vita dei primi, molto migliore di quello dei secondi, stabilizzerebbe ulteriormente la società.
Nota (*2): vero è che con il burka anche l’IA avrebbe difficoltà a distinguere le donne fra loro!
Nota (*3): una delle argomentazioni di Attalla sull’inevitabilità del crollo, o almeno di rivolte popolari, negli Emirati Arabi è l’esempio della Germania Est: anche là la sorveglianza avanzatissima della popolazione non fu in grado di evitare la fine del regime. In realtà io vi vedo varie differenze sostanziali ma mi limiterò a quella che mi sembra la principale: il controllo automatico reso possibile dall’informatica è di almeno un ordine di grandezza più efficace di quanto fosse possibile avere 30-40 anni fa. Per non parlare della legge del confronto (gli abitanti dell’est erano ben consapevoli di vivere molto peggio di quelli della Germania Ovest: e questo rendeva la società fortemente instabile) e delle condizioni politiche generali, in particolare con una Germania Ovest che premeva per la riunificazione...
Nota (*4): la libertà è ricercata solo quando viene ritenuta indispensabile al mantenimento o alla crescita della propria forza (ricchezza nella società moderna).

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